Accàsa, Hic et Munch

Ago e filo

Si possono attaccare pezzi di vita come frankenstein, i pezzi ci sono, la colla di sutura tiene poco, o sono io che non ci ho la mano buona, li vedi che ogni tanto qualcuno casca giù, così spesso mi manca la voglia di chinarmi e raccattarlo da terra, perciò li lascio lì, una volta caduti spero di non ritrovarli mai sui miei passi, che lo spazzino passi presto. Che non intralcino se di sbieco asimmetrici goffi e maleducati che sbucano dal nulla e guardandoli non mi venga in mente di ricomporre il puzzle. Non è un bello spettacolo il mio mostro a toppe, eppur cammina e se ne va in giro, che leggerezza la sua discrezione dell’opera brutta ma certamente non ce n’è una uguale, ucciso varie volte, non ha quasi più niente da dimostrare. Da lontano potrebbe intenerire, è qualcosa di solo mio, libero da umana vanità.

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