Accร sa, Hic et Munch

Alternativamente

E la donna viene uccisa da una corda sfilacciataย da guardare per ore giorni mesi anni alla moviola scendere per Gravitร  ma forse Attrazione o richiesta, intermittente ma quasi continua come una ninnananna, invece che un colpo netto di pistola. E non si vorrebbe mai andare ad addormentarsi chiudere gli occhi stendere il velo pietoso e rigenerare un nuovo ventaglio di possibilitร  mancate. E tutta la giornata sprecata e domani chissร  ma per lo piรน uguale. E giunge la notte. Ed รจ sempre troppo tardi ma quando รจ presto hai paura e rimandi. E troppo pensare e che hai fatto alla fine di quello che hai pensato. E giunge il giorno e aspetti la sera, cerchi la calma e quando la trovi la calma รจ violenta come due occhi pesanti, stanchi, che guardano covano e gonfiano l’orrendo schiudersi aprirsi di domani, addosso una libbra in piรน misurabileย in senso del vano, le dita non bastano a contare piรน i motivi concreti della vergogna e della colpa, dai una scadenza scattosa al tuo cuore rivelatore ma ti sveli ogni volta che ti controlliย le spalle certa delย pericolo imminente, occhieggi guardinga il fuori ma il peggio รจ per irraggiamento e proviene da dentro, tu il fulcro la matrice, sempre pronto a incombere minaccioso, a calibrare per te la X esatta del tuo posto nel mondo: precisa al millimetro spaccato sei pronta ci sei in posizioneย ora blรฒccati perfetto paralรฌzzatiย sotto la spada di damocle ferma lรฌ.

Accร sa

Quando tutte le strade

C’era un tempo in cuiย non ero nessuno, un tempo che non ero nessuno proprio, all’apice del limite minimo della non essenza perchรฉ non c’eroย e un tempo che nessuno desiderava l’ennesimo nessuno da educare alla nullitร  propria e di tutto il resto, poi c’era un tempo in cui non essendo nessuno volevo essere qualcuno e anche il tempo in cui mi credevo qualcuno non essendolo, e poi c’รจ stato tanto tempo che tutti erano all’infuori di me e quello in cui io ero certa di essere almeno la peggio mentre il resto nonlosomica se c’era davvero. Ora, Per quanto รจ possibile, nulla รจ cambiato tranne il restare nulla e nessuno, la coazione a ripetere l’errore, e l’abitudine al non abituarsi mai a scoprirsi proprio cosรฌ tanto tanto, cosรฌ irrevocabilmente, nessuno, per cui un giorno noioso ci sarร  il tempo di riguardarsi la collezione di vari tipi di non-essere passati, e di perderne alcuni per strada pregando anche iddio di dimenticarseli.

Accร sa

Diffidenze

Voialtri potete anche sรฌ stancarmi, date pure il meglio, esibitevi,ย sono nata sbadigliando e giร  le impressioni di settembre erano dejavu, la ripetitivitร  giustificante diย feulleitton dichiarazioni di esistenza ma quante e proclami in copia seriale di voi stessi la improprietร  di linguaggio e il ritorno ai luoghi comuni a conti fatti รจ per sottolineare delle nude fondamenta. Con questo posso averci a che fare, maldestramente, raccapezzarmi, cavarmela con la filosofia autoconservativa dei pandistelle e delle fortificazioni, col rigirรฌo dei tacchi, perfezionando sfiducia e pessimismo, con l’arte di fasciarsi la testa a prescindere.ย Ma quando non ti puoi stancare, quando ti liberano per sfinimento dalla sedia dietro la lavagna delle lavagne degli ultimi dietro la l’ultima lavagnaย ti guardi come sei libera sei libera eh proprio libera e sei cosparsa di attack-ultraforte e non solo sei peggio di tua madre ma sei proprio tua madre e comunque non te ne puoi disfare.

Accร sa

Talento per neologismi

Quanto รจ spessa la barriera tra il dentro e il fuori dove il fuori รจ tutti gli altri, proporzionale alla capacitร  di trattenere il respiro, aeriforme e insinuante come il radar di un missile squalo, ogni crepa una fuga di tossine, in direzione inversa. Dicono di fare. Poi dicono di non fare. Non ci pensare. Non ci pensare. Pensa due volte! Conta fino a 100! La scossa violenta รจ come un onda. Vedrai che ti passa. Non sei mai la stessa ogni mattina che ti svegli ma certo che sei sempre la solita non cambi mai te. Agire รจ il non agire. Se puoi correre, scegli di rimanere immobile, e senti un criceto che calpesta affannato la sua ruota dentro, suda si concentra, e non si prende mai una pausa dal suo giro del mondo e i tuoi occhi bruciano nel friggere del freno a mano.