Accàsa

Delle due

Sono in depressione nera. Nella fase nera della depressione nera. Dice la mamma mi entra in casa per esordire con: cazzo mi son scordata di portarti la sertralina, e dico, cazzo mamma, sono a secco da venerdì, è una tragedia, grazie comunquebuongiornoancheate ma a sto punto hai fatto bene a non augurarmelo perché ti avrei risposto male. dice cazzo, poverina, da venerdì, io sono senza antidepressivi da una vita, e risatina isterica, al limite del sadico, ma centrata nella strafottenza. Dico mamma, ti ci firmavi e chiudevi te per cinque anni in psichiatria te li davano anche a te, il ripudio del congiuntivo era voluto, per calcare la mano, per drammatizzare, per infierire nel senso guarda manco c’ho più il cervello per dedicare attenzione e cura a come parlo, hai lasciato che mi assassinassero, che ci facessi la muffa, lì dentro, teneseilavatalemani, stavi leggereleggera quando pesavo così un cazzo che la mattina manco mi dovevano rifare la barella e i lenzuoli perché il turno fresco non capiva se ci aveva dormito qualche matto o no, bene, ma ora a giro a sventolare una ricetta adatta a ogni singola crisi d’angoscia menzionata e contemplata nel dsm ci vado io, una vita sotto bombardamento, chi ci sta più ora a aspettare in silenzio. Già mi pare che lo stomaco cominci a uggiolare non per fame, ma per scatenare orchestrare un qualsiasi rumore a caso pur di tenere compagnia. Tu giri le spalle, ciao. ciao eh. segnale libero nessuno risposta. ho detto ciao mamma. il tuo ciao sono la tua schiena così frettolosa che ti sento mancare il fiato per la rincorsa. hai una forza quando vai via che sembri una ventenne elastica con la fissazione della palestra. E’ così vuoto, così umido, è così buio, è così avaro, è così atmosfericamente malato, che se non mi reggo stretta alla nausea, al declino di qualcosa, se non faccio biliardino tra le quattro mura con disperazioni boomerang che amplificano l’eco e il mantra al mittente, rischio di disperdere il mio grido degradante a supplicarti di tornare, a guardare, a restare, a testare se ce la fai se ce l’hai mai fatta a raggiungermi sotto questo tumulo, a scavare se ne vale la pena, e non vale la pena. Tu sei sempre più piccina, là dove la strada finisce e svolta verso la figlia importante.

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16 thoughts on “Delle due”

    1. grazie. ti scoccia se me la prendo tutta, ne ho bisogno, la carezza. me la prendo di brutto, tipo da staccarti la mano e tenermela da quanto ne ho bisogno. scusami. scusami. perdonami, è un momento di quelli che il muro ti sembra troppo morbido per andarci addosso dritta col cranio, sarebbe tipo un materasso a acqua fresca che proprio non me la merito tanta tenerezza. scusa. momento di panico. te l’ho rapinata, figurativamente, quella carezza.

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    2. ps anche a me non mi fa un cavolo la sertralina, ma le ho rotate tutte da 17 anni ed è l’unica che non mi fa mordere i tavoli, distruggere gli specchi e usarli come armi e vedermi i carabinieri a sfondarmi la porta tre volte la settimana. me la danno per sfinimento perché la benzina gli veniva a costare troppo alla lunga anche alle ambulanze.

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  1. Ti porterei una torta fatta in casa, di quelle con la crosticina di zucchero sopra, che viene voglia di staccarlo tutto e mangiarlo subito, un mazzo di tulipani gialli che fanno compagnia, e una sciarpa morbida come un abbraccio e tanta sertralina, in un barattolo di vetro azzurro, da tenere in vista sul tavolo, per non avere paura. Mi dispiace tanto cara, un abbraccio.

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  2. Oddio tesoro…. Ma ci credo che sei triste…. Dai su, fai come me, esci a pigliarti un bel mega gelatone che ti rinfresca le papille gustative è tutto il resto. Dai non lasciarti andare, non lasciarti inghiottire da questa depressione. Lo so che è più facile a dirsi che a farsi ma tu devi provarci, la tua forza di volontà e il tuo sorriso devono essere i tuoi antidepressivi…. Dai, guarda quanta gente (virtuale purtroppo ma son sicura che anche fisica ce ne sta tanta) ci sta qui per star vicina a te. Dai, parlo per me, ti adotto come sorella se vuoi e ci facciamo delle gran chiacchierate interminabili, perché io parlo tanto, a volte anche troppo, sono logorroica…. Ti tengo stretta a me, bacio affettuoso!

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