Accàsa

Sì, anche tu puoi starmi lontano, basta solo volerlo!

Oltre alle varie stranezze di cui è fatto il mio vivere, mettendo da parte che gira che ti rigira tutte le tare assurde del mio mondo interiore io non le cederei a nessuno in cambio di un’esistenza che il mondo comune considera vincente, c’è questa storia che nessuno resiste all’infinita possibilità di motivazioni evidenti o nascoste per non rischiare di passare una giornata senza aver disseminato la propria succulenta disapprovazione tra sguardo, parole, commenti, insomma non vai a letto tranquillo non se ti sei comportato bene, ma se qualcuno che conosci ha fatto o è qualcosa di cui ti sei sentito orgoglioso e forte di lamentarti o se qualcuno ha annuito mentre parlavi male di qualcuno e insieme vi siete sentiti dei gran fighi. Gente solidale. Visto che comunque io le regole della socialità non le applico né le sento, e far cambiare idea a qualcuno è non solo inutile e fonte di frustrazione eterna, ma tutto sommato irrilevante in quanto non è mia aspirazione che uno stronzo abbia una buona considerazione della mia persona, ho trovato abbastanza divertente, nel suo grottesco, rispondere all’invadenza quotidiana delle scocciature moleste con il gusto di essere lasciata in pace come si lasciano in pace i pazzi pericolosi. Cioè cioè ma mi devi spiegare proprio che senso come puoi -come osi- essere una vegana se poi fumi come una turca??? Cioè cioè ma dove la mettiamo la coerenza???? Gli ho detto cavolo hai troppo ragione amico, giuro che da domani mi impegno e smetto di essere vegana.

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Accàsa

Fatto. Fatto. Da fare.

Infognarsi nel brainstorming che ti serviva a sfognarti dalla tua poliziesca mania del controllo, suddividerlo in miliardi di sottoinsiemi e compilazioni di liste su liste, liste che servono a fare il punto delle liste che devo ancora fare, liste troppo dettagliate per avere una visione di insieme, e troppo confuse per prestare attenzione alle piccole cose. Liste per le cose importanti. Liste delle priorità. Liste della necessità del superfluo. Liste pratiche. Liste teoriche. Liste della spesa. Liste delle emozioni. Liste sul senso del mondo. Liste di cose da imparare. Liste di cose belle e brutte. Liste delle Assenze. Liste per semplificarsi la vita. Che quando hai finito di scriverle puoi dire di avere davvero avuto una vita?

Elenco risposte valide e sincere:

-Bene o male sì. Anche se chiunque mi prende per pazza (ma ho già compilato la lista dei diritti dello psicopatico da presentare alla corte per cui col cazzo che mi rinchiudete un’altra volta!!!)

-Sì. Una vita a pianificare liste = meno vita da dedicare al Fare Cose (specialmente i propositi delle liste)

-Sì alla Enne! e l’unica certezza che ho è che sono momenti di puro piacere, che la parte migliore è poter aggiungere lineette e trattini all’infinito senza mai arrivare a capo di una Risposta o una Soluzione o una Verità delle e sulle cose che potrebbe non piacermi. Per niente. Tipo che invece l’inchiostro delle pennebic non è infinito.

-Sì e non è Vita, ok ok, è meglio, è Creare la Vita.

 

Bene ora che me la sono raccontata, continuo a farlo. I fogli bianchi nei paraggi non hanno scampo.

Accàsa

Con la dovuta proporzione

Ho una zattera di mezza zucca nella pentola che sta imbarcando acqua. Giorni in cui questa è la cosa più disperatamente importante, proprio perché apparentemente meno densa di significato palese, si prende il suo speciale posto la base, su cui fermare lo sguardo, in cui cristallizzarsi, dilungarsi, in cui riporre attenzione concentrazione cura e massima grazia, cose da cui ripartire. Perché tutto il resto il dolore. E allora la mia zattera di mezza zucca che fluttua nella pentola senza seguire una rotta, può regalarmi tutta la poesia di cui ho bisogno.