Accàsa, CiBOH Dammangiare

Soldi mancini, a manciate!

Sveglia nel senso di sveglia nel senso no sveglia impallinata concentratissima nella fondamentale organizzazione minutoperminuto di come sputtanarmi la giornata per infilarmi un calzino dueètroppo e arrivare a comprare tutte le sigarette che ho fumato dall’angoscia di pianificarmi il viaggio verso il pacchetto senza essere vista e evitando di incrociare una qualsiasi prova che esisto tipo specchietti, semafori che mi devono pure aspettare, strisce che non vogliono essere calpestate da me, vetrine che perdono il loro appeal se riflessanti, manichini senza testa e cordevocali che da dentro potrebbero cominciare a sparlare, tovagliette da colazione dei cinesi che se mi vedono si arrotolano e ritraggono e risucchiano nel proprio cilindro preferendosi manganelli, non sveglia che mi tiene ritta solo la fame con la buccia e con la contenta convincente che se devo ingegnarmi a trovare qualcosa da afferrare per mettermi il silenziatore allo stomaco forse allora per qualcosa mi ero davvero svegliata con uno scopo, metti un ingranaggio che si ricorda di ingranare, ogni tanto, a intervalli più o meno ravvicinati, succede e è drammaticamente simile alla tramava dei cuori spezzati nelle poste del cuore: Sono povera in canna non c’ho una lira zero burnout, lastrico, debiti, bollette che risalgono al manoscritto trovato a saragozza. Impossibilità di attingere alla pensione da invalida psichica per motivazioni motivate, ben motivate, da altri, autorevoli altri. Esci da me ed è tutto autorevole. Io-autorevole tu-piattola. Se impugno un giàscritto già sistemato già archiviato un giàillustrato progetto ho anche, urgentemente, bisogno di avere una colazione per presentarmi e fare presente qualcosa che presente non è, o che boccia ogni presente prevedendolo presagio, un filo di cotone per rattoppare due stracci e farci, quantomeno, la figura dell’avanzo di galera pentito sulla strada dell’onesta pagnotta ma chi io, dall’intelligenza si guarisce dalla pazzia no ma forse si può far finta, dal nulla no, non si esiste, non si nasce, se non da quel quid delle gonadi che per me è un’agonìa e di cui non voglio nemmeno sentir parlare, sentir pensare. No ve lo dico ora perché ci sta che domani licenzio il ghost writer che mi scrive il blog e poi magari si pignorano il mac e indove finisco non c’è campo non lo state a chiamare chilhavisto, secondo ponte a destra.

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23 thoughts on “Soldi mancini, a manciate!”

  1. Fondamentalmente credo che i soldi fantasma siano quel quid in più che ci aiuta a pensare a cazzo e sognare di sprofondare in un abisso extra large di pece nera trascinandoci dietro il mondo. Che poi siamo noi stessi, visto che la gente da pizza bianca non se la caga nessuno. Bah… cazzo servono i soldi ? Beh, potrei poi odiare molto meglio ! Soprattutto i miei parenti ! (Mia sorella e cucciole a parte, ovvio). Ma i soldi verranno poi, il destino non te li affida se non hai un bel sorriso conveniente per te stesso allo specchio. Ed i rivoltosi figli di puttana come me, sono inclini a tutto tranne che a sorridere. Anche se a certi miei parenti farebbe cosi male !! Sorry, mi è partito l’embolo ! Ah ! Buongiorno ! 🙂

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      1. Uhhh ! Ottima analisi ! Chissà se esiste una pizza “Cenerentola”… probabilmente poi devi entrare in cucina in pizzeria e lavare i piatti. O una “Bella Addormentata”, con il Valium. Penso che la “Gatto con gli stivali” andrebbe forte a Vicenza.

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  2. Sarà che son mancina, per questo non ho mai un cent. Arrivano tutti da destra e io non riesco ad acchiapparli in tempo perché son sinistra.
    E a volte son sinistra anche in senso lato. Ma non in senso lato, come lato destro o lato sinistro. In senso “lato” come ampliato.

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    1. è quell’essere sinistro lato che mi rassicura. che ci si possa sempre spostare, su quel lato, se troppa temperanza e apertura gioiosa e cecità ti colgono e gna fai, un paradosso da mal di testa, letteralmente, va tenuto stretto il nido buio, c’è molta gioia, lì.

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  3. Brava, vertiginoso, qualcosa potrebbe essere tolto, ma c’è una grande abissale conquista della scrittura senza soluzione di continuità e senza salvezza, scritta in punta di piedi in bilico sul centesimo piano senza un’ascensore di penna bic

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      1. Elisabetta lei appartiene alle meraviglie di questo mondo, è un assoluto, una unicità imprendibile fatta di scrittura, un ascensore di Dubai che fa 100 piani in cinqie secondi, ecco, potrebbe andare lì per dichiarare guerra al tempo con un manifesto scritto con la bic

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