Accàsa, BollettiniANSIA, Dammangiare, Depreality - A Videostory, Hic et Munch, Nonhotempoperdigiunare, Parentesi caustiche, Sei un blocconote

Giorno 8° -DepReality Videostory – Oltre e fuori l’anoressia

#Posti nuovi da sistemare e nuovi #pasti e nuovi #pigiami senza dignità 🙈🙈🙈😂😂😂😂😂😍😍😍😍E cavolo…pure #nuovoanno tra poco!!!!😱😱😱😱😍😍➰➰ Stanze da non svuotare MA da riempire di me! Tutto raffazzonato e in divenire….la #costruzionediunamore che cantava costui era per forza un gioco di coppia l’ennesimo o la posso declinare alla #costruzione di un #amore che ugualmente inizia da una #dichiarazione ma che a maggior ragione quello per me stessa è fatica, lotta, “mescola sangue con sudore…se te ne rimane”.., tanta bellezza ( tanta #FORTUNA….😢😢😢*cit😍) e tanto cervello in pappa e allora forza Eli, aggiungi CON PAPPA…per affrontarlo, tutto.. E così un progetto che stava nella mente scoperchiato solo dall’essere così seppellito di terriccio malato gettato da pale moleste e perverse nell’uccidere anche me precoce, e sottoterra con tutto l’hummus a preparare il terreno dal compost caloroso della nonna… se alimentato… per ora rametti di lavanda su una tomba la mia che se accanto alla tua nonnina, che è una pianta di lavanda e cresce da qualsiasi parte e tutto le viene bene e poi trova il suo posto che appartiene ai morti, su morti che quando hanno chiuso gli occhi l’ultima volta, era per strizzarmene uno di fiducia ammiccando, passaggio del testimone di gioco, il tuo gioco assertivo che se ti andava di vincere vincevi, nonna. Ho le tue carte. Annaffio e nutro i rametti sparsi, che creano un arbusto composito e selvaggio, si nutrono e danno nutrimento. Si trasformano, a lungo andare, creando e lasciando creare dolcissimo miele. Nettare di una morta ma né tu né elisabetta, la morta pelle suicida sequestrata dalla malattia, comoda amica impenitente di sempre, ti getteremo nella fossa anonima. ➰➰➰➰➰➰➰⬆⬆⬆⬆⬆⤴⤴⤴
Nuovi videoblog dei passo passo per pasto😂😂💪💪💪🦁🦁🦁➰➰➰➰🔛🔛🔛🔛🔛 in un posto talmente nuovo e spaesante, da essere decisamente- e sarà- capire di esserci sempre stata. Link diretto al canale Youtube in BIO!!!!⬆⬆⬆⬆⤴⤴⤴⤴ Iscrivetevi e seguite il mio percorso nutrizionale e personale se lo ritenete, per l’appunto, COSTRUTTIVO.

…e tutto ciò mi meraviglia….Sono IO che guardo questo Amore….- Canzone del giorno: ❤♩🎧La Costruizione di un amore (*ndr)❤♩🎧 I.Fossati

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Indistinti auguri un po’ d’istinto.

Buon natale a tutti (e buon natale soprattutto a quelli che… “ci vuole un bel coraggio a essere felici a sorridere di questi tempi/nella tua situazione” e loro ce l’hanno. 💖)

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Giorno 5° – Essere me, Oltre l’anoressia.

 

Giorno 5°  del Percorso di conoscenza dell’altro in me che la malattia mentale, attraverso l’affronto del sintomo mentale, attraverso una reversione, un’inversione a U del digiuno colpevole, autoassegnato, meritato, tanto a lungo una vita perpetuato, col merito di non avere alcun merito, ma di questa totale assenza di implicazioni o motivazioni -per scelta e per codardia- averne il primato. Oggi, Bronchite mood e giornata difficile. A pugni con la percezione di me, a livello della pelle, del contatto con la lanugine, fatica a riconoscermi in un corpo che perde le sue stupide certezze ossee, l’illusoria e mendace forza rassicurante di rettilinei ipnotici senza deviazioni curve o spazi per fermarsi per respirare e contemplare orizzonti al di là di sé, invece che confinarsi nella mania di restare dentro le lamine dritte, e non farsi distrarre da niente non permettersi altro che un purgatorio di chilometri e chilometri di cartelli allarmistici e regole su come prevenire imprevisti, colpi di sonno, lacrime che annebbiano la vista, fame di guardarsi a destra e a sinistra, ascoltare o trattenere o prestare minim attenzione a una parola dei passeggeri. Ma che dico, nessun passeggero ammesso a entrare in quella macchina calibrata per la lunga via dell’espiazione in terra. Ma un motivo di sorridere si trova sempre, anzi, lo colgo, è il punto forte e dolce della mia cura. E le ruote hanno molte direzioni. Sanno cambiare idea.

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Giorno 4° -Essere me, Oltre l’anoressia-

Febbre a 39°

 

20 dicembre 2016 – Giorno 4° del mio percorso sperimentale di prendermi per mano, prendermi, con tutta la forza che non ho mai creduto di avere, cura di me, per tornare alla vita, mentre faccio la mia conoscenza, mentre -forse- scopro che sono molto altro che un mero numero seriale di cartella clinica. Mi aiutate a condividere e diffondere la mia testimonianza sperimentale di speranza che ci si può fare? Che non siamo sole? Che vale la pena provare a volersi bene? Condividete, iscrivetevi al canale Youtube della mia videostory e/o parlatene se ritenete importante il valore di lottare contro questo mostro di malattia che ci vuole tutte per sé, mostrificate e chiuse e intransigenti, mentre noi apparteniamo a noi: riprendiamoci la nostra vita, creiamoci il nostro mondo di cose piccole semplici imperfette e positive e nostre!

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🔛3️⃣Videostory online: Essereme, Oltre l’anoressia. Giorno 3°.

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🔛Videostory online: Essereme, Oltre l’anoressia. Giorno 2°.


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E buongiorno. 🦁💪 ieri non ho postato foto né latergram fotografici su ig perché proprio non le ho fatte presa com’ero a vivermeli i momenti (ho portato la nipotina al teatro!🎭🎭✌) invece che a trovare ogni modo possibile di sfuggirli, occuparmi in mille modi possibile per non sentirmi vedermi pensarmi percepirmi che stavo mangiando e dandomi #sostegno e #energia e #amore e quindi..come dire…#permesso…il permesso di affrontare il resto, me stessa, il mondo che ho dentro e che è lo stesso mondo lo stesso suolo la stessa terra che ha fatto crescere il #mostro..non un suolo estraneo ma mio anch’esso… il mondl cbe ho dentro che non è importante per nulla… che davvero poco importa e non deve importare…ma qjel mondo abitato ANCHE dal mostro tanto più pericoloso quanto piu negato e relegato in prigionia e spinto in fondo in fondo costretto al silenzio (perchê imbavagliato e compresso di certo non perché muto e senza voce o parole o cose da dire) che, se gli concedo ore d’aria e una giratina di ispezione ascolto e osservazione e esclamazione, esce da me come mostro e come orco, e uscendo mutato in minuscolo quasi impercettibile e sommesso sorriso, diventa un pochetto anche il mondo degli altri.
#nonsimolla.
Ricordatevi di visitare  e iscrivervi al mio canale Youtube con il videoblog Videostory documentario sperimentale in divenire sulla mia storia e il mio percorso il tentativo a tentativi di non arrendermi senza prendermi in mano e senza prima aver imparato a conoscermi, sperando che, e prego per questo, possa essere anche di minimo supporto aiuto o quantomeno compagnia a chi ha pensato o oensa di essere proprietà esclusiva della malattia, del disturbo alimentare in qualunque modo esso si chiami o si manifesti, e si sente solo e non capito. Mi aiutate a diffondere il più possibile il mio progetto documentario affinché possa -in qualche modo assurdo partito dalla mia testolina bacata- essere di minimo conforto in altre persone che stanno vivendo o hanno vissuto o hanno accanto persone che lo vivono esprimendo con comportamenti all’apparenza folli i meccanismi ingarbugliati di cosa ci sia sotto e che spesso non si riescono a raggiungere se non toccando corde che mandano in mille pezzi invece che accordare l’anima- partendo dalla mia testolina bacata come un azzardo – e rimanendolo – sperimentale e di pessima qualità amatoriale spontaneo improvvisato nel -ci tengo a dirlo perché sia ben chiaro- nel bene e nel male del suo viversi con paura timore vergogna e privo di alcun minimo lucro che non sia l’aiutare soprattutto me stessa a non mollare, anche chi pensa che non ci sia un briciolo di speranza per noi???

Ve ne sarei infinitamente grata!

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Andiamo a cominciare – Giorno 1 – Essereme Oltre l’Anoressia

 

Mi aiutate a diffondere e condividere e informare riguardo il mio progetto, se ne sentite anche in piccolissima o a voi estranea parte l’importanza (non certo la qualità o il valore o il merito) attraverso i vostri blog, conoscenti, i social network, e i mezzi a voi più congeniali? Vi ringrazio timidamente, però un grazie grande come la forza del sorriso che voglio tornare a avere, e a regalare.

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Partire dal fondo è essere una che va fino in fondo.

 

Mentre lavoro al libro, sto documentando giorno per giorno anche con altro materiale di cui non sono affatto pratica che di creativo ha solo me (e allora! oh! ….😒), e quindi non può che essere sconclusionato, ma mi stavo chiedendo, nell’ambito del mio percorso terapeutico per trovare me stessa, il respiro, il senso o i sensi o le possibilità di una vita, quantomeno il sorriso, se per caso vi interesserebbe che condividessi su Youtube (e di rimando qui sul blog incorporando il videostesso in anteprima) la quotidiana – o cadenzata- lotta quotidiana che nel mio caso si manifesta simbolicamente al momento dei pasti e del rapporto col cibo, sottintendendo io a quelli che comportamentalmente sono definiti dalla dubbia e schifosissima terminologia psichiatrica come disturbi alimentari anoressia e blablabla, per tornare a vivere come Elisabetta, e non col fantasma viscido e incombente e ingobbente e sterminatore a cui ho delegato il controllo di ogni percezione del giorno e della notte, della materia e del pensiero, e che neanche era appartenente del tutto a me ma vi si cibava a sua totale discrezione e abuso l’estremo mio vergognoso bisogno di farmischifo, e non era la strada giusta neanche passare una vita (e un’innumerevole numero di anni e fallimenti e sovrapposizioni di lividi e cicatrici) legata a una barella a estirparlo via tagliandogli lo stomaco e farlo crepare di fame, ché di roba da dire ne aveva e ne ha ancora tanta, e non si lascia morire nulla e nessuno nemmeno il peggior criminale senza nutrirlo finché non ha confessato tutto-tutto-tutto, tutta la verità nient’altrochelaverità, mentre aggiungo parti di Elisabetta che crescono e dicono invece moltoaltro e altrettanto vero con gli stessi occhi e uno sguardo che di diverso ha solo l’essere capace di guardare piangere e autorizzato a sentire e esprimere, e quel nocciolo è necessario fondamentale in quanto lo voglio e lo devo conoscere, spiegarmelo, perdonarlo, e infine senza alcuna aspettativa o clamore liberarlo, per poi scegliere fino a quando mi sarà utile, ecco respirone mi chiedevo se potrebbe interessare la condivisione a scopo terapeutico e di supporto alla solitudine di chi sta vivendo sulla propria pelle questa malattia o le persone a loro vicine o a livello di esperimento informativo, di come vivo -nel bene e nel male, il viaggio per fare posto a una vita viva che tutte queste elisabette, le deve ospitare e contenere, e tutte amare.

Fatemi sapere perché di video registrazioni della situazione Elisabetta-Pasto-Cibo e tutto quello che c’è dentro e oltre il piatto (un mondo, tutto il diametro immisurabile della base dell’iceberg di cui il piatto è il puntale che affiora le acque!) (ne ho presa una fissa come situazione standard referenziale e sarà -credo- il pranzo, per continuità dell’esperimento) ne ho già in archivio pronte tre. Tre giorni diversi fino a ora. Partite da queste settimane di lavoro e che porterò avanti per indefinite settimane. Di scrittura e lettura. Di ascolto di me.

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Provvisoria inviso

Ho deciso che pubblicherò anche qui in sincro il mio percorso di sopravvivenza, anzi, di apprendimento e conoscenza di una me già viva, ma troppo tempo imbavagliata, e i pensieri e il sudore e le parole che accompagnano il corpo quell’odiato corpo mentre si riprende, e si guarda guardingo, sospettosa, timorosa, spesso angosciata all’idea di trovare una casa non solo in cui ritornare, non solo da cui uscire, non solo una.dogana di passaggio e tantomeno a cara tariffa, ma una casa in cui abitare. Se riesco a trovare il plugin giusto, i passo passo documentati delle emozioni che li corredano, comprese intere lunghissime didascalie di silenzi e il non avere voce, né parole, né alcun potere saranno anche qui, su Ossitossina il blog. Per adesso potete visualizzarle cliccando sulle istantanee-anteprima qui a destra nella barra laterale ➡️↗️, nella sezione e galleria Instabilgram.

Perché gia non avevo abbastanza confusione nella mente da districare.

No.

Altrimenti non sarei ossitossica. Ma sarò ossi, sempre tutta ossi, con l’Elisabetta intorno.