Partire dal fondo è essere una che va fino in fondo.

 

Mentre lavoro al libro, sto documentando giorno per giorno anche con altro materiale di cui non sono affatto pratica che di creativo ha solo me (e allora! oh! ….😒), e quindi non può che essere sconclusionato, ma mi stavo chiedendo, nell’ambito del mio percorso terapeutico per trovare me stessa, il respiro, il senso o i sensi o le possibilità di una vita, quantomeno il sorriso, se per caso vi interesserebbe che condividessi su Youtube (e di rimando qui sul blog incorporando il videostesso in anteprima) la quotidiana – o cadenzata- lotta quotidiana che nel mio caso si manifesta simbolicamente al momento dei pasti e del rapporto col cibo, sottintendendo io a quelli che comportamentalmente sono definiti dalla dubbia e schifosissima terminologia psichiatrica come disturbi alimentari anoressia e blablabla, per tornare a vivere come Elisabetta, e non col fantasma viscido e incombente e ingobbente e sterminatore a cui ho delegato il controllo di ogni percezione del giorno e della notte, della materia e del pensiero, e che neanche era appartenente del tutto a me ma vi si cibava a sua totale discrezione e abuso l’estremo mio vergognoso bisogno di farmischifo, e non era la strada giusta neanche passare una vita (e un’innumerevole numero di anni e fallimenti e sovrapposizioni di lividi e cicatrici) legata a una barella a estirparlo via tagliandogli lo stomaco e farlo crepare di fame, ché di roba da dire ne aveva e ne ha ancora tanta, e non si lascia morire nulla e nessuno nemmeno il peggior criminale senza nutrirlo finché non ha confessato tutto-tutto-tutto, tutta la verità nient’altrochelaverità, mentre aggiungo parti di Elisabetta che crescono e dicono invece moltoaltro e altrettanto vero con gli stessi occhi e uno sguardo che di diverso ha solo l’essere capace di guardare piangere e autorizzato a sentire e esprimere, e quel nocciolo è necessario fondamentale in quanto lo voglio e lo devo conoscere, spiegarmelo, perdonarlo, e infine senza alcuna aspettativa o clamore liberarlo, per poi scegliere fino a quando mi sarà utile, ecco respirone mi chiedevo se potrebbe interessare la condivisione a scopo terapeutico e di supporto alla solitudine di chi sta vivendo sulla propria pelle questa malattia o le persone a loro vicine o a livello di esperimento informativo, di come vivo -nel bene e nel male, il viaggio per fare posto a una vita viva che tutte queste elisabette, le deve ospitare e contenere, e tutte amare.

Fatemi sapere perché di video registrazioni della situazione Elisabetta-Pasto-Cibo e tutto quello che c’è dentro e oltre il piatto (un mondo, tutto il diametro immisurabile della base dell’iceberg di cui il piatto è il puntale che affiora le acque!) (ne ho presa una fissa come situazione standard referenziale e sarà -credo- il pranzo, per continuità dell’esperimento) ne ho già in archivio pronte tre. Tre giorni diversi fino a ora. Partite da queste settimane di lavoro e che porterò avanti per indefinite settimane. Di scrittura e lettura. Di ascolto di me.

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31 comments

  1. Pensa al fatto che se fa bene a te potrebbe sostenere anche qualcun altro che magari è nella stessa tua situazione e così si sentirebbe meno solo ad affrontare le sfide di ogni giorno
    Ho finito la punteggiatura fino a domani non me ne arriva di nuova porta pazienza

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  2. Se questo puo’ servire a Te
    Fallo io mi iscrivero’
    1) perche’ ti chiami come me(anche se io nn ho mai usato il mio nome x intero se nn x i documenti 😉)
    2) perche’ se puo’ aiutarti nel pervorso devi! 😊

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  3. ma grazie bimbe!!!! allora appena capisco come funziona youtube comincio piano piano a caricare! è un grosso sforzo per me perché è un momento particolare quello del pasto, molto personale e non sempre lo vivo bene anzi, ma penso che può essere proprio il mio continuo sbatterci e sbatterci la testa e provare e riprovare finché mangiare non mi diventerà una cosa naturale… come dovrebbe essere….via partono le ricerche per capire la parte tecnica (ovviamente i filmati sono casalinghi, iperamatoriali, non vi aspettate chissà che regia perché NON CE N’è ALCUNA! il punto è questo. le cose come vengono. mi potrebbe essere anche una piccola lezione di vita. le cose non si possono controllare. non rigidamente. non in modo estremo come ho sempre fatto. le cose semplicemente avvengono. dobbiamo metterci tutte noi stesse e la nostra forza nascosta o addormentata o palese che abbiamo…metterci il cuore il desiderio di stare meglio….. il resto, è solo vita, bella E brutta che è. grazie! anche oggi ho appena finito di registrare mentre pranzavo. ora quando carico decido da quale iniziare, se dai giorni precedenti (sempre in questa settimana) da oggi o organizzo meglio per domani e da qui in avanti. perdonate la bruttura mia non è questo lo scopo documentaristico, ovviamente. non lo faccio per arrivare da nessuna parte, lo faccio per portarmi con me ovunque io stia andando in questo viaggio di riappacificazione con me stessa. appena ho l’indirizzo ufficiale del canale ve lo metto qui e in bio su instagram preciso! ah ovviamente il programma alimentare che seguirò sarà basato sugli insegnamenti della super 🔝Doravinciguerra che è il miracolo di questo natale, l’ angelo bravissimo e stupendo che ha fatto scattare in me la scintilla della vita (e continua ad alimentarla…a tenerla accesa….e io ora voglio restare accesa!!!!grazie guru mio per sempre!!!!!!❤️)

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  4. e sì, a me sta dando un aiuto e un rinforzo superpositivo, anche e nonostante sia molto difficile e a questo punto lo vedrete, perché è proprio a avere a che fare con le mille difficoltà che imparo a non sfuggirle, a andare fino in fondo, a non scappare mai più. E’ incredibile l’effetto psicologico che mi fa, mi ricorda che lo sto facendo per un motivo validissimo a cui non posso più sfuggire: il fatto di esserci, e di dovermi prendere cura di me, non perché sono bella o brava o nulla, ma perché HO me qui attorno e ci sarà un modo per viverci insieme senza ammazzarmi-ci.

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    • sto studiando come funziona il caricamento dei video e la piattaforma youtube che sono la solita ignurante tennnologica e appena ne vengo a capo delle nozioni base procedo a caricare i video. tutto amatoriale e senza nessuna preparazione è ovvio. nessuna scaletta da seguire, tutto come viene punto fine, e buonanottealsecchio. alla fine il terapeutico e sperimentale è questo. oltre al fatto che mi fa una fatica boia anche una minima preparazione. quando è pronto in tavola, si clicca su avvia. fine. quel che succede succede. purtroppo. 😒🙈 ciao Simo🤗

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  5. Alla “La maialaccia dell’Eva” ho fatto la Ola… Tieni duro ! Poi di colpo cambia tutto a cazzo. Non so come spiegartelo. Anzi, non lo so proprio. Non credo sia una “nuova disciplina di gestione della rabbia”, visto che prenderei a pugni chiunque. Boh, di colpo cambia tutto. E a me è successo mentre fumavo a caso una domenica mattina in balcone. 15 secondi di…. non so…. non pensavo più. Mi sono sciolto. Pace cosmica, e non fumo erba. Poi, dopo giorni, minuti, poi mesi, poi paura che ritornasse il tutto. Ma no. Bello. Felice per le croste di pane. Hai un accento spettacolare.

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    • 🔝sei sempre il mio mito mascotte di riferimento, l’esmpio a cui ispirarmi quando mi sento un zinzillino troppo bene per i miei gusti qualcosa non quadra. tranquillo non attingo mai dalla tua illuminazione perché non succede di sentirmi un zinzillino bene oltre la risata isterica. quella nervosa. quella del disagio profondo. no ma io sono sciolta, per quello non è un problema anzi è il dramma, sono senza vergogna svergognatamente sciolta per quanto farei bene a non esserlo. perché non c’è nulla di cui essere liberi di manifestare in me in modo sciolto che non richieda l’intervento urgente della camicia di forza perché a essere con sta disinvoltura e senza ritegno così come sono io, l’unica spiegazione possibile è -non essendo chiaramente i soldi- la più totale follia. mo si procede.

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      • Ahahahahah!!! (La risata che cela una fuga) E invece no ! (A parte che avevo scritto “figa”, ma questa è una distorsione fa familiarità complessata.
        Quando leggo te non ho idee in testa. Solitamente mi preparo ad un grottesco agile, mi ci trovo un sacco. Poi succede che ci siano abbeverate nel fiume della conoscenza di noi stessi. Autoimmuni. E ti trovo forte, ma non “cazzo se è forte quella cogliona”. No, forte davvero, di una forza ch’io non avevo quando pesavo una tonnellata, ma pur sempre meno di mia madre. Sei garbata, tagli, a volte ragli. Mi piace che tu ci sia, anche se a volte come un colonnello disfattista. Sempre meglio che un colon disfattista. L’ho chiusa tragica ed in merda apposta.

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  6. In questo momento non serve che tu faccia le cose per gli altri, questo progetto deve essere solo per TE; ti vedrai dall’esterno, ti analizzerai meglio e spero troverai la forza di migliorare sempre di più, di aprirti e mostrarti ai tuoi stessi occhi. Questa ragazza che ti aiuta, su instagram, spero davvero possa portare risvolti positivi all’enorme lavoro su di te. Forza sempre, sii egoista e pensa solo a stare meglio!

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    • Lo faccio anche per quello, per vedermi dall’esterno non solo quanto son brutta evc ecc che non me ne frega nulla perché già devo pensare a restare viva importa assai se son vivabrutta o vivabella o mortabella ecco no, ma per vedere con pcchi sempre miei ma col dovuto distacco e il cervello che ho per non dire piu a me stessa le stesse insolenze che neanche al mio peggior nemico lo tratterei così male e lo avrei denutrito torturato così. Per prendermi in mano. Tendermi la mano. Conoscermi e -forse- volerci diventare amica con qjella elisabetta che vedo vivere dalle basi, dal cibo. Grazie mille!!!!

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