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Trova l’intruso

Nonostante io tiri avanti, e cerchi di dare ordine alle cose, faccia tutto mangiare, lavorare, affrontare(cosa?), lavarmi, studiare, scrivere, camminare, svegliarmi, meno stroncata da inedia paure e disinteresse mirato solo a conservare le energie abbastanza da concentrarmi sulle vie di fuga, con frequenza troppo ravvicinata perché non sia uno status -o un destino-, mi sembra di voler proprio star male affezionata alla forma di un imbuto, un delta obbligatorio in cui fluire, come se non ci fosse altro modo di vivere e vedere le cose che distruttivo sospettoso e dispettoso pur avendone motivo fondato, potrei scegliere di lasciar correre, invece di correre solo via estinguendo esaurendo fiato e rispetto insieme nella fretta di fare terra bruciata (ma è l’ossigeno che si consuma alla fiamma! è l’aria bruciata! la terra scotta) ed è anche perché mi sento di dover essere questo, mi vedo così e mi sento vista -solo- così, con la differenza che ora mangio. Un punto dopo il mangio non è interpunzione ma una deglutizione. Ora mangio che non so se è un bene o un male. A stomaco pieno insomma, stare male, è stare male a stomaco pieno, con in più lo stomaco pieno. lo so. assurdità. e una madre che s’offende per un commento sarcastico quando non ci pensa du volte a parlare dei cazzi miei e dei miei problemi davanti a tutto il quartiere senza porsi il dubbio che potrebbe turbarmi (come di certo turberebbe lei se facessi cose del genere) di certo non aiuta a sentirsi valorizzata, rispettata, proprio quando me ne manco io sarebbe lì che c’è una madre o qualcuno che con una strizzata d’occhio, una pacca sulla spalla, un cazzo che volete se non proprio un abbraccio guardandoti o toccandoti senza la testa altrove a ben più importanti figure della sua vita ti sostiene, incoraggia, o almeno rattoppa la lacuna di fiducia. boh. Con la differenza che ora mangio. che non sono più secca scheletrica. che non sono più un osso. e la pelle che contiene ciccia è un tessuto una materia fisico e emotivo molto più fortemente soggetto alle infiammazioni e alle scorie tossiche, il grasso si infiamma,il grasso si infetta, il grasso irrancidisce, il grasso brucia. Il niente si impolverava e basta.

Rispetto al niente tutto è un intruso. Fa la differenza. In peggio.

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25 thoughts on “Trova l’intruso”

  1. non considerarti mai come la tua malattia. tu non sei la malattia, sei una persona stupenda che sta venendo fuori da una tempesta. Hai e stai affrontando l’ inverno, ma ricordati che dopo c’è la primavera. La TUA primavera. un abbraccio 🙂

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  2. Il niente ci ricorda che siamo esseri mancanti, necessariamente mancanti e difettosi ed è per questo che siamo in grado di desiderare, di creare, di guardare altrove e dentro il proprio essere e trovare ciò che ci spinge nel nostro cammino di vita. Il tutto è vero ingombra, offusca copre, tappa. Ma SENTIRE il niente nel nostro stomaco non lo cementificherà in un luogo qui e ora. Abbandonarci e assecondare la nostra pulsione alla vita NON ci vieta di continuare a sentire quel vuoto, quella sorta di risucchio che ci spinge a trovare a creare. Il nulla ed il silenzio lo sentiamo alla nostra domanda di amore… a chi? Alle nostre care mamme ed ai nostri padri che ci indichino una strada da percorrere. Una domanda di amore disattesa o coperta con un oggetto, tappata da una soddisfazione di un bisogno. Ma l’amore non è un bisogno. L’amore è una domanda. Impariamo a fare per noi questa domanda e rispondiamoci. Amiamoci. Così incomplete. Continua nel tuo percorso. Avere il coraggio di affrontare questi argomenti con chi ti fa soffrire è un passo avanti verso te stessa e se lo fai adesso è perchè hai quell’energia necessaria per sfidare le tue difficoltà. Forza. Continua così

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  3. Ti leggo spesso e non commento mai perché ogni tua parola riflette alla perfezione il mio sentire. Posso dire che so cosa vuoi dire e come ci si sente nel bene e nel male. Di solito nel male anche quando consapevolmente si vorrebbe stare bene e quando ci si riesce sembra si voglia far di tutto x stare male. Insomma ti leggo e seguo il tuo camminare. Silenziosamente ho preso parola xche quel vedersi solo se “si sta male” tanto x stare in tema é dura da digerire. Ti alzi e stai cosí a stomaco vuoto, forse meno, e a stomaco pieno. Ci si addormenta e il giorno dopo si ricomincia di nuovo. Ostilità dentro e fuori. Ma é proprio questo il punto é ancora quel barlume che ci spinge nonostante tutto a proseguire quel cammino a sopravvivere a noi stesse fino alla fine quando si inizierà a vivere e fare pace con le nostre inquete metà. É come l opera del non finito di michelangelo.. Hai presente? La vita nel marmo scalcia e si dibatte per liberarsi dal blocco che la trattiene e gli altri la osservano chiedendosi come sarebbe stata se terminata. Altri invece guardano solo mica osservano e di quell opera colgono solo qualche drappeggio e poco altro se non… Un blocco di marmo. Un saluto caro scusa per il lungo commento. Tieni duro e continua a camminare! Buona notte 🙂

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    1. io non so come ringraziarti di avermi donato queste parole. non è il silenzio a spaventarmi, ma gli sprazzi di cuore immenso che carpisco a meravigliarmi e sorprendermi, commuovermi! nonostante anzi proprio perché ne sento la strada i passi percorsi sotto, la fatica sotto le suole, e quella fierezza timida che ti tieni stretta della tua forza. grazie di avermi dato qualche drappeggio del tuo marmo, cosìcché io possa intuirne il nucleo denso di vita. aiuta, conforta, mi fa sentire che non faccio una crociata insensata. per me e non solo per me, ha un senso enorme questo cammino di pacificazione e benvolermi, scrollarmi di incubi, non ha ancora una meta precisa, ma si lastrica passo passo una strada su cui continuare a camminare. scusa te della lunga risposta, è molto stimolante a livello di riflessione il tuo paragone di certi autismi e automatismi interpersonali, un altro simbolo di cui farò tesoro. e un’altra bellissima persona da mettere nel bello e complesso del mondo. ❤

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  4. Forza, mangiati queste cose piccole e grandi e belle che la vita può e deve darti. Nessuno vive un suo mondo felice senza ansie e oscurità. Spezzo una piccola lancia in favore della tua mamma, io sono una mamma, a volte si sbaglia, si fanno piccoli errori nel parlare, ma una mamma non è preparata a tutto, si cambia in corso d’opera, ognuno fa piccoli passi, sbaglia, recupera, riprende il cammino

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    1. grazie tante tante del tuo commento, e del cric croc verso mamma, che hai ragione ci prova (ma neanche tanto, diciamo che sente un sensodicolpaatavico per cui sentirsi-sbagliatamente- in dovere di “fare” la mamma senza esserlo né volerlo essere e che non ammetterà mai quindi apprezzo anche teneramente i suoi tentativi, i suoi sbagli, i suoi lapsus che la smascherano, e il suo tenero non arrendersi mai alla sua natura che sarebbe invece un grosso passo per lei, e di conseguenza per me ma tant’è, ci si tiene, inevutabilmente, e di reazione invece di abbattermi, imparo che l’amore che si cerca una vita in una madre, si colma un po’ accettandola, e senza perdonarla o glorificarla o rivalutarla, amandola io. baci buon pome!

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