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Il bisestile che avanza

Il ripetersi ciclico di Chiudimi quella cazzo di porta al buio scrivo triste e meglio. Al buio c’è più luce e vita e chiarezza e nitòre che nel tuo cuore, mi costringi a sentire affatto una verità che mifamaleloso, ma la Bugia in cui vivi triste, e meglio. Io ho tanti problemi mamma, babbo, è vero, la sorella ha tanti problemi, mamma babbo è vero, più socialmente accettabili e compatibili da voi tanto da incutervi rispetto, ma nella natura del mio safari di parole cucciole e curiose dove premono di crescere alberi incontaminati e fieri, l’ipocrisia in cui prima ancora di ledere gli altri si crede rabbiosamente, è peggio. E’ il peggio. Nella natura di ognuno non vigono regole e leggi scritte ma solo parole create e azzardate, e tentativi mai vani. Rispettala, e Chiudimi quella cazzo di porta, che apri per fare riscontro per far passare il vento ionizzare l’aria riportare uniformare livellare i campi in cui inseriamo il nostro testoinsertyourtext, (infierire a un sole violento e finto da dentista ogni crepa attraverso il microscopio del catastrofico malizioso e sbagliato onde evitare che germogliando al buio atteschisca un baobab, o sonnecchi un leone, e confonderle coi tuoi appunti neanche tanto falsi, ma politici.) Dove vuoi fare chiarezza, che prendi il sole, ma cieca, e lo pretendi. Ok mettiamola pure così non lo so se è meglio o peggio, è diverso. Le porte servono, nella natura e nell’anima, le porte sono rispettose, dell’aria che tira, del sole che sorge a diverse latitudini, non sbattono come quelle (quelle lì sì) che idolatrate, rispettate, obbedite: quelle che invece, cazzo, Rinchiudono.

 

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16 thoughts on “Il bisestile che avanza”

  1. Le porte hanno bisogno di tempo per essere aperte, ma anche di riposo quando sono chiuse, mica devono fare la staffetta 4×100 che dobbiamo continuare ad aprirle e chiuderle a comando.
    Un pò di rispetto per il buio che ha una cattiva fama che a mio avviso non merita, non è lui a far paura, ma chi lo abita a comportarsi orribilmente, e spesso è meglio non vederle certe facce e risparmiare la luce per chi la merita.

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  2. A furia di aprire le porte e di permettere al dolore di entrare poi ti viene la voglia di tenerle chiuse per sempre, pur sapendo che sbagli e ti autocondanni ad una vita povera e vuota.

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    1. no a me non viene la voglia di tenere chiuso nulla, o di decidere i persempre aperta persempre chiusa ecc, soprattutto sull’onda della sofferenza. vorrei che avessero la funzione loro intrinseca di porte, di stare chiuse se uno le chiude, di trasmettere il messaggio di esigere rispetto per chi ci è dietro, e di aprirsi. quando voglio io. buona nanna!

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  3. vero, però ci sono anche le porte a vetri, che lasciano vedere quel che c’è dietro. Quelle girevoli, che ti aprono a possibilità inaspettate e quelle a scomparsa, che si aprono e si chiudono senza neanche che te ne accorgi. Forza Elisabetta!

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  4. Le porte si aprono e si chiudono: che importanza ha perdavvero? La mia personale porta, la tengo chiusa da nove anni e nessuno mai ha il potere, o il desiderio, di aprirla.Per cui mi rannicchio nel mio isolamento isolato da nove anni senza test. senza più maledetti test, che devrebbero decidere per me

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