Accàsa

Soulflakes

 

#fuoricasa #crisi #timeout #unspoken #nothingtoadd #sorryness se avete notizia o voce di qualcuno a fi che ha bisogno urgente di qualcuno per un qualsiasi lavoro pulizie sguatteri qualsiasi cosa di immediato posso cortesemente chiedervi di accennarmene ho un disperato bisogno di una stanza per questa e le notti prossime. spero di #berightback #bebacksoon se posso cerco di mantenere il computer così ogni tanto posso trovare una connessione e per attaccare la corrente e non essere costretta a mettere un paletto al mio mondo creativo e interiore oltre che alla libertà personale, idem per il cellulare, quindi appena riesco faccio anche ricerche online a manbassa non mi fermo un attimo, altrimenti vedo, di certo non la do vinta allo sconforto. boh. via. un saluto e un pensiero a tutti coloro che amo e che sto trascurando con dispiacere e anche rabbia per quello che accade e contro cui lotterò fino alla fine anche nell'incomprensione e contro ogni abuso di potere e cerco di sopravvivere a questo buconero esistenziale, uscendone viva e sorridente e ricostruendo piano piano ciò che è la mia natura. #celafo (?) #ruggito #tristezza #sopravvivenza

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Immaginarsi le cose diverse

 

Ma chi me l'ha fatto faaaaa😂😂😱😨😣 . (…gli aculei😒😒) ed è anche il tema del pensiero m'è venuto mentre ero affaccendata: ma chi me l'ha fatto fa per una vita di star di merda nell'impossibilità di farmi amare da persone che ne traggono solo sollievo e diversivo e che hanno trovato il loro unico senso nella tranquillità di non mettersi mai in discussione esonerati dal flusso della coscienza causa figlia malata grave. Ma anche solo per dispetto e non rendergli il giochino facile e liscio mi libero di stammerda di anoressia fino in fondo e dispiego ogni singolo diritto umano e interiore che mi spetta sulla strada davanti a me. Sarà uno stradino, uno straducolo, un vicolo, uno sterrato col calesse? bene, ottimo, a questa strada do il nome di una persona che si è dimenata fino alla fine dalle catene. Buon appe gente bella! (Ps…ma chi me l'ha fatto faaaaaa😱😱😱😣😣😣😣😬😬che ora in due secondi li fo fòri sti ricci e porcospini😂😂😂😣😂😂😂😋) buon pome poi scappo al lavoro💖💜💛💚💙✌🦁🦁🦁🦁🦁🦁🦁🦁🦁🦁🦁🦁forza eh #anorexiarecovery #paleobowl #veggies #sweetpotatoes #patatedolci😋#avocado #avocadolove #paleofood #paleolife #paleocooking #paleoeats #healthyfood #eggs #lowbudget #paleo #lunch #foodporn #edrecovery #edfighter

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Madre, deponi le crocchette che stasera parliamo di qualcosa

Ecco potevo nascere bella, e invece sono nata poco intelligente dovrei prendere esempio. Mi giunge voce da chi usufruisce dei mezzi comunicativi (brrrrr) quelli che per rincarare la dose si chiamano pure di massa (brrrrr✓✓) che mentre io stavo contemplando la possibilità di sentire la fame e sentirmi affamata e incapricciandomi di sto vizio di mangiare, Berlusconi stava allungandosi la vita in un filone sentiero politico di tenere mollichine, dimostrando altezza d’animo, che si sa è mezza bellezza, peraltro c’è dell’intelligenza nello spogliarsi dell’aurea di mercante, e intraprendere un’hipsterissima e golosissima mielosa strategia di marketing per api gossippare nel nido di vespa, buona anche da snocciolare a cena ma anche autobus, studi dentistici, coda all’inps, dicendo addio al colesterolo e mangiando solennemente la sua ultima fettina di carne. 

Era dudù.

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Raramente due, sei

 

Avrebbe dovuto essere idealmente un (tentativo di) fiore di avocado, quelli stupendi che si vedono nelle foto ganze ammmerigane di #healthyfood, già, già, avrebbe dovuto. È diventato altro, ma mica perché ho cambiato idea e mi è venuta un’idea di impiattellamento più brillante e bella, proprio perché il fiore m’appassiva nelle mani, si struggeva e distruggeva e sembrava sgozzato al mattatoio del ventre di Parigi al tempo di Zoliana (*ndr) gloria , e alla fine pareva una seppia da quanto era nero. Bono è bono ancora, fiore di certo non era, è diventato altro, nascondendo malamente la vergogna nella siepe di insalata. Un po’ come la mia vita, doveva e poteva essere in qualche modo (in qualche modo che dicevo io dalla sala comandi, poi sostituito da qualche preciso modo che dicevano altri, disposizioni di altri, o meglio che mi ci stringevano, comprimevano, letteralmente tagliuzzandomi ad arte, intagliandomi una forma mentis che non aveva un posto a tavola, e nemmeno doveva fare il fiore, ma solo stare fuori posto, fuori dalla verità, fuori dalla foto, fuori di testa, fuori dai discorsi e fuori legge se non come l’imputata da citare in giudizio. La causale. E la scusa pronta, per non guardarsi.mai.DENTRO. Attraverso di me, in molti camici e grembi hanno vissuto il fuori, per colmare il vuoto che hanno dentro, e che chiamano importante, l’importante. E che chiamano vita vera, vita normale. Io leggo una vita di ruolo, un gioco senza dadi. La mia vita che doveva e poteva essere… …(un salamelecco ossequioso!) …. MA è diventata altro, e si nasconde nelle siepi, e gioca con la luce filtrata dalle ombre le sue e le altre e dadi lanciati a timbuctù,  sempre tante e diverse ricostruzioni, e la mia vita e io, che potevo anche nascere BELLA e così non è stato, sono e divento qualcosa di diverso, qualcosa di libero.

🦁

Accàsa

Ma mica si nota nulla


Ma mica si nota che c’ho voglia di andare al mare??? che poi a me “andare” al mare manco mi piace. non mi piace andare al mare. non mi piace la gente che c’è al mare. non mi piace la gente che vuole sempre essere al mare. non mi piace chi tutto l’anno non pensa ad altro che a andare in vacanza al mare e non mi piace chi fa il conto alla rovescia per andare al mare, non mi piace chi va al mare per sentirsi vivo in mezzo alla folla che c’è al mare, nei locali che ci sono al mare, e nemmeno chi vuole andare al mare per stare da solo, a leggere un libro da solo, davanti al mare, per sentirsi vivo. Non mi piace chi ha paura di nuotare al mare e chi sfrittella al sole a un passo dal mare e chi entra e chi esce e si lava il sale e mette i piedi nel mare, cammina sul lido del mare. non mi piace chi della natura ama solo il mare, non mi piace chi ha bisogno del mare e chi è nato tra le acque del mare e il suo elemento è il mare. Però cazzo mi piace il #MARE. Portatemi al mare! http://ow.ly/i/tPqxT

Accàsa

Dislivelli

Se mi fa male il dente avvelenato sono avviata sul cammino del purgatorio? mi tocca diventare buona? dove si trova la l’abc il compendio la dispensa il kit istruttivo e formativo obbligatorio preliminare per la scalata al monte dedicato , trascendere e trasalire? Non è la scuola che uniforma e scoraggia la personalità e l’immaginazione, è quell’aspirapolvere a filtro coppapasta in serie del paradiso.

Voglio restare un alone di un’impronta fatta a mano.

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Arte brutta per poveri ipoglicemici

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Pensavo che mentre scrivo il libro e mi impoverisco facendo la fame grottescamente non-anoressica, mi impoverisco come l’uranio impoverito perché su madre gaia la terra l’ha diseredato nella Teogonia e quando e se le si riavvicinava a mezzo metro e senza cautela e difese costei generava mostri e ciclopi da scagliare nel mondo in un sonno della ragione lungo una maternità vitalizia perpetuata dal rifiuto interiore di essere madre quando poteva essere nel sogno di una vita che non mi- e ci- comprende, argomenti spinosi anche per un banchetto delle pulci di Freud che gira il cartello del sold-out e chiuso per ferie, pensavo che per inculare la asl che mi ha inculato intrappolato stallata e allevata nella pancia di una fabbrica psichiatrica senza che fosse mai una culla, potrei, imparando con i miei tempi stitici e indisposti verso la contaminazione del mondo, a tenere una mano ferma e tutto il ragionamento di tregua e armistizio racchiuso in un click! per fare le foto all’archivio dei quadri disseppelliti del nonno nelle casse della nonna ancora per poco mie e a giorni della banca (e della asl, ne sono certa sti infami tagliagole) e piano piano mettere su una specie di showcase della collezione di pezzi dimenticati e inglobati nella coltre del suddetto sonno trabocchetto materno, inserendoli qua e là nel profilo Instagram che intanto mi piace e mi diverte e infanga gioioso ladruncolo di bocconi per fame di vita nelle vie laterali, e poi starebbero lì in una luce che, magari brutta e magari troppo mia e passata dalle mie grinfie per essere marchettizzata e valorizzata (se ha il valore che ha), magari c’è qualche diseredato nel mondo impoverito dall’occhio poetico e artistico senza ingessature accademiche che con l’art brut del mi nonno ci si arricchisce un muro un disagio e uno sguardo, e io se ci fosse qualche mezzo interessato al contenuto o al contesto del materiale tiro su mezzo spicciolo per mangiare qualcosina di nutriente che non sia scaduto da venti giorni. Come raccomanda la asl alle persone che gli pagano il ticket.

Faccio? Sì, faccio. Vanga e valanghe di scotch per incollarmi i piedi allo scaleo che cado.

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Il tema corrente

Sono contenta quando ho lo shampoo nuovo. Sono contenta quando finisco lo shampoo e do la strizzata decisiva per sgorgare l’ultima noce vischiosa, così poi se mi sforzo un pochino, compro lo shampoo nuovo. Sono contenta mentre compro lo shampoo nuovo. Sono contenta per tutti gli altri shampoo nuovi che restano lì accanto in fila dove c’era il mio shampoo nuovo. Lo shampoo lasciato aperto a metà nella doccia mi mette i brividi. Non posso neanche chiuderlo ogni volta col tappo per benino come una maniaca comune e rispettabile perché l’infingardo potrebbe sporadicamente illudermi che io posso girare per casa o stare ferma per casa o dormire in casa o esistere ovunque credendo di avere nella doccia uno shampoo nuovo. Che non è.

 

 

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Mecca di fragole

 


..Per tenermi strette strette le coordinate/simbolo che sono sia il posto inaccedibile della mia anima che a cui non si può togliere la sabbia e restare a vedere che frana su se stesso, facendo tornare calcoli (bugiardi e sbagliati e riversanti) che ogni calcolo e previsione (bugiarda e sbagliata e immorale) ha trafugato da una stanza già vuota e ripetutamente negli anni svuotata e spedita qui e là dove (a loro) serviva: senza però trovarMI. Senza trovare la mia libertà. Le mie risorse così sdrucciolose e zuccherine e pollinee e instancabilmente risorte. Sotto i pesticidi. Dentro ai gusci. Spesso tra il marcio che rilutta e si da per scontato, poi scartato, quindi sotto il parasole dei funghi. Intoccabili e immuni da ogni abuso che non sia il mio stesso USO, e fruibilità.

#🍓

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Mangio Paleo perché al banco rimanenze #iltofunonteloregalano 

 

E a sorpresa, è antidepressivo.

Oh stamattina l’inferno per i #debiti economici e emotivi, l’atmosfera ancora di camminare su un roveto di gelsi. Quelli neri. Le more. Come ogni mattina che non si dice. Come ogni pomeriggio. Come ogni x. Fanculo stringo ancora di più i denti quando voglio mangiare. Una coalizione spaziale a rompere le uova nel paniere a pasqua, imbestiati. Ma non mi stanco, quanto si stancano loro, la banda dei tutelatori, a estorcermi la prevedibilità, avanti a forzare bulloni per vedere quando mi sconquasso a terra nella polvere della vostra santa amata e devota quotidiana anoressica. Quanto vi manca, quanto oriente sentite mancare alla vostra bussola. Quando ho fame di tutto e chi non ha fame in realtà non è mai sazio di attribuire le colpe, e razzolo dappertutto cerco le banane scartate dagli ortolani. Quelle che buttano. Quelle che la gente no è un po’ nerognola. Ma io me la prendo volentieri tutta la colpa del mondo, non mi fa né caldo né freddo perché è una facile collocazione, in me, voglio dire, la matta, l’interdetta, la psicotica. Dai colpa, entra nella cerchia di amici di Leo, noi non ti schifiamo e schiaffiamo da qualche parte comoda su chi tanto riesce a sopravvivere ai peggio schiaffi, alla peggio realtà, noi non approfittiamo di chi è facilmente ricattabile perché riconosce i propri limiti e limitatezze. Ma qualcuno non è degno di sapere che io sopravvivo all’ipocrisia. Io lo so. É parte silenziosa di una grande libertà. A quel punto, ciò che sta nelle carte estorto con ogni energia di assolversi sempre prima ancora di scrutarsi dentro, resta una parola vuota che non può uccidermi, una frutta con la buccia immacolata, un casco di parole lucidate con la malafede. Gli ipocriti ci tengono a passarla liscia. Ci tengono da impazzire a credersi una finta bella figura, ci tengono alla follia a credersi e a vendersi belle persone. E vittime sulla carta. Io sono una brutta persona, sono libera di non essere mai una vittima, E mai un carnefice, perseguo senza artificio la mia natura. Mangio la 🦁Leoinsalata 🦁 equocasuale con le banane scartate, il pollo regalato perché in scadenza, e le nocciole rivendute a sconto dalle ceste di natale. Che è buona. È buona assai. Creare e cucinare d’istinto perché sento –meaculpa– che è importante vivere. Poi torno a inventarmi come aiutare la banda un po’ a sistemare le cose per fermare il collasso, in silenzio perché il mio aiuto lo risputano incommestibile, mi necessitano al mio posto: malata. Dietro le quinte zitta a fare piani su piani di risparmio selvaggio prima di dover salutare il macchino con tutta la mia vita dentro. E il tetto con tutta la mia vita sotto. I traumi profondi possono essere faretti guida per l’evoluzione.