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Il cielo in una stanza. Io in un’altra, possibilmente.

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Quando mi fanno i complimenti perché vedo il lato ironico in tutte le cose.

E io mi caco addosso perché domani sarà eh ma con te non si può fare mai un discorso serio.

E domani l’altro sarà come mai quella faccia? TE non puoi essere triste e sempre con quel muso così serio è pesante starti accanto, se lo sapevo m’andavo a divertì invece che volerti aiutare, sei peggio del tu babbo che poi sta proprio bene certosenonlochiami PER FORZA che è depresso, poraccio.

Ciao babbo! Senti buffo oggi eh (bla bla bla) …ora mi piace fare da mangiare sai(blablabla) spero ti faccia piacere(blablabla) … vuoi che parliamo un po’ ti dico…

Cosa mi chiami con codesta voce, qui non c’è nulla da stare allegri, io non so in che mondo vivi te ma non la vedi la tua situazione?

Quando mi fanno i complimenti.

E io mi caco addosso.


😂Diario instagram

C'è l'omino che mi attacca da stamani al Wi-Fi fa i buchi nimmuro 😱😱 non trova i fili c'ho una stanza all'aria sembra csi. dopo metto i tagghi forse se c'è la fo #paleofood #lunch ho fame quando finisceeee voglio mangiareeeee ho il salmone sulla scrivania se aspetta un altro po' ci trovo le mosche😒😒😒😒 e mi vengono anche a me che mi sto decomponendo . Meno male che è un "tecnico" eh mi chiede le robe a me…zzo ne so! Se lo sapevo fare lo faceo dammè scusa….😒😒😒😒che rottura ho bisogno della connessione per lavorare!!!🦁🦁🖱🖱🖱🖱🖱 #realfood #nourish #anorexiarecovery #edrecovery #thefeedfeed #foodlove #foodpics #healthyeats #paleolife #paleoaip #autoimmunedisease #eatthetainbow #foodblogger #foodblog #foodography #foodporn #instafoodie #ifoodit #diarioalimentare #avocadolove #foodpassion #instalunch #storytelling #paleoeats #foodtherapy💜💛💚💙😋

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Luna che sognava gli anelli

Vabbuò uno #sformato a ciambella di #verdure al forno doveva essere. Ma è uscito così. O meglio, si è spappardellato così😒😒😒. Con tutto il tempo che c'è stato… nel mio iperuranio della chimica degli spaventapasseri la cipolla si sarebbe caramellata e marmorizzata appiccicandosi a se stessa (sisì😒😂). Badalì, qualunque cosa sia pare anche l'ora di mangià che non mi vengano strane che l'universo non vuole che io mangi quando sono le mie mani a seppellire e voler non vedere un pranzo finchè non mi esce pronto..e finchè io non sono pronta. In ogni caso, dopo un po' funziona la voragine il buco nero della fame, che nel suo caos MI risolve. #spacefood #storytelling #healthyfood #veggiebowl #art #foodography #ciambella (senzabuco) #paleoeats #paleolunch #avocadolove #foodforthoughts #anorexiarecovery #thoughts #philosophy #pensieri #reflections #paleo #paleofood #edrecovery #diarioalimentare #anoressia #nourish #foodtherapy #eattherainbow #baking #paleoish #paintings #disturbialimentari 💖💛💙💚💪🦁🦁🦁🦁

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Colazione sulla lapide (del budget giornaliero)

 

…comunque di cene a tonnoinscatola non è mai morto nessuno. Che io sapp

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Il settimo gingillo (scusa, Bergman)

 

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Se Miliardi di batteri, sono un organo

….e miliardi di granelli sparsi dal vento, sono cibo.

A volte non è importante avere una casa, ma sentire il proprio giardino dentro, si è NOI, LA casa. #farcela #lemiecose #leoncino preso. Cose di cui ho bisogno. Tipo fare a fette una zucchina. #paleo #paleofood #art #foodfreedom #soulnourishment #takecare #healing #autoimmunedisease #jobsearching #zen #polline #seasalad #mussels #shrimps #seafood #paleolife #healthyeating #paleoeats #aip #anorexiarecovery #depression #foodart #foodography #foodblog #fooddiary #diarioalimentare #anoressiaitalia . Daje!!!! Forzaforzaforzatutta!💪💪💪🦁🦁🦁🦁🦁🦁🦁🦁🦁🦁RRRRRRRRROAAAAARRRRR (e benedette zucchine da fare a pezzi tipo voodoo😂😂😂😂) 💜💛💚💙 Buon pome si riparte! Leo hai avuto paura che ti lasciassi da solo con le merdacce??? Nonnò.🤗🤗🤗

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Dare un nome

Ve lo andate a leggere che non c’ho voglia. Oppure no. C’ho voglia ma voi non ve lo andate a leggere. Abbiate il coraggio di fare come cavolo vi pare😂, mangiare è un atto sfuggente e mai un mandala definitivo, qualcosa che ti sistema per la vita, una cerniera per fermare un attimo privo di vincoli in sottovuoto. Per cui in perfetta grammatica, continuo a scrivere e a nutrire il provvisorio, aggiungendo sfilze di croci a tutte le ultime cene che faccio.

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(ah ma ora funziona sto plugin, toh! vediamo un po’ se lo inserisce⁉️⬇️)

Ok, oggi me lo sono fatto così, perché è autunno😂🌾🍂🍁E ho trovato il #cavolfiore e ho trovato lo #zafferano in fondo a un cassetto che stavo sgombrando per trasferire i miei due pigiami due che sono la mia mise giorno/notte2001/2018. Penso che ormai i #trecuochi o come si chiamavano quelli delle bustine famose ne son morti almeno due e il terzo è preso male, col palletico come le mie mani. Poi ho infilato il prosciutto nello spiedino e l'ho infornato con l'ananas, perché magari un po' di sole si senta in colpa di stare anche lui col muso. Questo piatto decadente mi piace, mi assomiglia, una moltitudine di caos bruciante e libero dagli schemi, dalle convenzioni di un pasto, dai dettati della vita. Non posso scrivere i giorni con in mano una penna fornita di gommino perché la maestra sa quale cervello nella classe sarà recidivante nell'aspettarsi la spietata correzione. E non sono la benedizione e la fortuna e il bilanciere di patetici arroganti. Vai leo, nella rigenerante solitudine di sapersi piegare, ma non più inginocchiare strisciando, mangiamo.✌ yum!!!!😋#paleofood #paleo #paleolife #leftovers #lowbudget #fooddiary #anorexia #anorexiarecovery #edrecovery #art #paintings #igartist #anoressia #diarioalimentare #paleoeats #foodporn #foodart #friedegg #ham #pineapple #cauliflower #saffron

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Essere circolare, al largo

Provo a far tornare tonda una giornata che era iniziata tonda poi si è inspigolita, corrosa e frenata dall’attrito, poi camminando verso la psicologa distesa, acquarellata di sorsi di caffè e camomilla alternati e insieme, reimmatricolata dentro me stessa, sono stata sostanziosa, sono stata in quella stanza, a riempire la mia borsa valori, li ho soppesati: ne sono usciti i più leggeri di fardelli atlantici, e i più consistenti di densità compattezza morale, ecco perché sono quelli che vanno a fondo, che sono andati sempre a fondo, in una marea di ipocrita pellicola d’amore. La mia famiglia è un domopak per tartine per gli amici segreti importanti di fuori, con la mia vita sul vassoio, da asporto per suscitare con un figurone il compatimento. Scremiamo. Scremiamo. Passino la loro a spalmare in superficie le tartine, io sono una polpetta con il fuori sbruciacchiato, e il ripieno dentro. Quindi la giornata torna tonda, io mi acciambello -era l’ora, guarda che orario dimmmmerda per pranzo- a fare il mio gomitolo di puntini da unire: le parole che si ha il coraggio di dire.

//(Ps off topic : causa disperato bisogno economico, vendo l’iphone sei a prezzo misero ma maledettoesubito, fatemi sapere qualora foste o conosceste qualcuno interessato, grazie, fine ps off topic -ma molto pissed off, uff😒☹)

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Raramente due, sei

 

Avrebbe dovuto essere idealmente un (tentativo di) fiore di avocado, quelli stupendi che si vedono nelle foto ganze ammmerigane di #healthyfood, già, già, avrebbe dovuto. È diventato altro, ma mica perché ho cambiato idea e mi è venuta un’idea di impiattellamento più brillante e bella, proprio perché il fiore m’appassiva nelle mani, si struggeva e distruggeva e sembrava sgozzato al mattatoio del ventre di Parigi al tempo di Zoliana (*ndr) gloria , e alla fine pareva una seppia da quanto era nero. Bono è bono ancora, fiore di certo non era, è diventato altro, nascondendo malamente la vergogna nella siepe di insalata. Un po’ come la mia vita, doveva e poteva essere in qualche modo (in qualche modo che dicevo io dalla sala comandi, poi sostituito da qualche preciso modo che dicevano altri, disposizioni di altri, o meglio che mi ci stringevano, comprimevano, letteralmente tagliuzzandomi ad arte, intagliandomi una forma mentis che non aveva un posto a tavola, e nemmeno doveva fare il fiore, ma solo stare fuori posto, fuori dalla verità, fuori dalla foto, fuori di testa, fuori dai discorsi e fuori legge se non come l’imputata da citare in giudizio. La causale. E la scusa pronta, per non guardarsi.mai.DENTRO. Attraverso di me, in molti camici e grembi hanno vissuto il fuori, per colmare il vuoto che hanno dentro, e che chiamano importante, l’importante. E che chiamano vita vera, vita normale. Io leggo una vita di ruolo, un gioco senza dadi. La mia vita che doveva e poteva essere… …(un salamelecco ossequioso!) …. MA è diventata altro, e si nasconde nelle siepi, e gioca con la luce filtrata dalle ombre le sue e le altre e dadi lanciati a timbuctù,  sempre tante e diverse ricostruzioni, e la mia vita e io, che potevo anche nascere BELLA e così non è stato, sono e divento qualcosa di diverso, qualcosa di libero.

🦁

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Arte brutta per poveri ipoglicemici

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Pensavo che mentre scrivo il libro e mi impoverisco facendo la fame grottescamente non-anoressica, mi impoverisco come l’uranio impoverito perché su madre gaia la terra l’ha diseredato nella Teogonia e quando e se le si riavvicinava a mezzo metro e senza cautela e difese costei generava mostri e ciclopi da scagliare nel mondo in un sonno della ragione lungo una maternità vitalizia perpetuata dal rifiuto interiore di essere madre quando poteva essere nel sogno di una vita che non mi- e ci- comprende, argomenti spinosi anche per un banchetto delle pulci di Freud che gira il cartello del sold-out e chiuso per ferie, pensavo che per inculare la asl che mi ha inculato intrappolato stallata e allevata nella pancia di una fabbrica psichiatrica senza che fosse mai una culla, potrei, imparando con i miei tempi stitici e indisposti verso la contaminazione del mondo, a tenere una mano ferma e tutto il ragionamento di tregua e armistizio racchiuso in un click! per fare le foto all’archivio dei quadri disseppelliti del nonno nelle casse della nonna ancora per poco mie e a giorni della banca (e della asl, ne sono certa sti infami tagliagole) e piano piano mettere su una specie di showcase della collezione di pezzi dimenticati e inglobati nella coltre del suddetto sonno trabocchetto materno, inserendoli qua e là nel profilo Instagram che intanto mi piace e mi diverte e infanga gioioso ladruncolo di bocconi per fame di vita nelle vie laterali, e poi starebbero lì in una luce che, magari brutta e magari troppo mia e passata dalle mie grinfie per essere marchettizzata e valorizzata (se ha il valore che ha), magari c’è qualche diseredato nel mondo impoverito dall’occhio poetico e artistico senza ingessature accademiche che con l’art brut del mi nonno ci si arricchisce un muro un disagio e uno sguardo, e io se ci fosse qualche mezzo interessato al contenuto o al contesto del materiale tiro su mezzo spicciolo per mangiare qualcosina di nutriente che non sia scaduto da venti giorni. Come raccomanda la asl alle persone che gli pagano il ticket.

Faccio? Sì, faccio. Vanga e valanghe di scotch per incollarmi i piedi allo scaleo che cado.

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Il tema corrente

Sono contenta quando ho lo shampoo nuovo. Sono contenta quando finisco lo shampoo e do la strizzata decisiva per sgorgare l’ultima noce vischiosa, così poi se mi sforzo un pochino, compro lo shampoo nuovo. Sono contenta mentre compro lo shampoo nuovo. Sono contenta per tutti gli altri shampoo nuovi che restano lì accanto in fila dove c’era il mio shampoo nuovo. Lo shampoo lasciato aperto a metà nella doccia mi mette i brividi. Non posso neanche chiuderlo ogni volta col tappo per benino come una maniaca comune e rispettabile perché l’infingardo potrebbe sporadicamente illudermi che io posso girare per casa o stare ferma per casa o dormire in casa o esistere ovunque credendo di avere nella doccia uno shampoo nuovo. Che non è.