A càos, Hic et Munch, Iperventilazione, LetterAttitudine, Poeresie, Sei un blocconote

Approfittarsene

oggi c’è un solicino delizioso che è un vero delitto, cielo, censurarlo così.

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Ecco.😂

Io non l’ho guardato no no sanremo ma nemmanco morta percarità mai guardato mai nemmen ne voglio sapere nulla non ho visto chi c’è chi non c’è so una sega non me ne frega io non lo guarderò mai per chi m’avete presa con me non v’azzardate a nominare quella palla idiota di sanremoMAPORCOCAZZOSENONVINCELAPAOLATURCIMARIAIOESCO.

E voi? I pronostici di lontanissimi amici degli amici alla lontana cosa vi giunge voce che vince o dovrebbe vincere? 😂

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Ante pesto, post arrosto, dolce farniente.

Affezionarsi a un personaggio due giorni dopo che rideva, una decina di sfottimenti vari di assestamento, un milione di megabyte persi nel web in carica di una cazzata di video per fermare il tempo di un giorno che non avresti mai voluto affrontare(così) in realtà sai esattamente perché l’hai voluto fermare, in tutta la sua inutilità, perché quel giorno che stavi malissimo e che non ti tornava nulla e che tutto si distorceva e tutto era un po’ stonato -niente a posto, io non a posto, io non allineata, io non rispettosa delle regole animistiche/logistiche e nemmeno cestinata senza passare dal via che ho infranto un mio schema ora sbatto il mondo fuori e mi perdo nei miei “tantovale” /tantovale fare schifo/tantovale non far più nulla/tantovalevaffanculoecciao/tantovalestaremale- succede che quel giorno di merda, con questa cazzata di essermene testimone, di guardarmi per distrazione come mi potevo girare i pollici mentre facevo zapping, alla fine l’ho affrontato lo stesso. Ci sono stata in mezzo, con fastidio, e ha avuto 24ore brutte ma non una di più, non 25. le solite. come gli altri. peggio degli altri. faticosamente. …perché non è forse ugualmente pesante fare fronte a me stessa quando sono felice? lo è. del resto siamo tutti nati sotto un’ineludibile forza di gravità che ci imprime costante anche quando lo stomaco è vuoto il cervello leggero, o quando gli angoli della bocca sono rivolti in alto.
Si.Può.Fare.

Affezionarsi. Dopo. Ché male o male ce la siamo cavata. Senza saperlo. Prima. Col senno di mai.

Accàsa, Hic et Munch, Poeresie

Una in più delle ispaniche conquiste di Dongiovanni

(Petit parentesi aperta grazie di seguirmi in 1004*ndr titolo del post⤴⤴chiusa parentesi) 

#Latergram delle cose collaterali che scrivo su Instagram 

Che sembrava un’illusione di sole, e lo era davvero, mica era una maschera beffarda di carnevale che ti dice scherzavo. Solo che s’è già ingrigito. Come tutto, il meteo come somatizzazione.
Comunque forza. Almeno, nel frattempo, passa inosservato alla stessa me intransigente e giudicante, che ho mangiato tanto, non digerirò mai, non digerirò mai quello che sento sottopelle, la spira urticante improvvisa a trappola a tradimento nel dolce che ho lasciato premeditando di essere tanto stupida da provare, per un giorno, a dimenticarmene, riuscendoci, e quindi finendo sulla tagliola. Non digerirò mai questi tentacoli snervanti, mai a stomaco pieno. Gli enzimi che smistano le scorie, o vanno allo stomaco, o vanno a pulire il cervello. Il sole distraeva, se ne va per ricordarmi che a volte devo scegliere tra la salute mentale e la vita.
Temo che come sempre alla fine sceglierò la vita, per adesso, e che gli enzimi vadano a digerire uno stomaco pieno. Alla salute mentale ci penserò, forse domani, forse mai, forse quando sole e grigio saranno solo un segno climatico.

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Cose che vuoi tremendamente dire

Ha da finì stastoria che La mamma è sempre la mamma la mamma era sempre la mamma anche nel caso di Medea.

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Giorno 13, non è un video per impazienti.

 

Allora bisogna che sappiate che se uno c’ha fretta di mangiare bisogna che NON faccia le meditazioni guidate trovate per caso su Youtube. Perché 1 rischiate che vi stranite di avere avuto una botta di culo pazzesca e beccarne una non farlocca non pseudomistica newage non harikrisna non che te la vendono come terapia per il cancro (e purtroppo ESISTONO quelle, anzi, è PIENO di sti bastardi sciacalli più che sciamani) di quelle che Battiato gli può fare la parodia 🔝…MA DICEVO… se vi va di culo rischiate di trovare la pepita nel cumulo di letame e imbattervi in un rilassamento guidato che rilassa davvero e che il sonno che ti mette è un sonno pieno di simboli e significato e intuizioni che erano già parte di te ma che quotidianamente scansavi in remoto in qualche angolo invisibile a te e probabilmente lasci che tutto il resto invece ti inquini e ti intossichi e lo fai pure passare liberamente e farti del male e avere potere su di te… mentre da quell’angolino nascosto quel cassettino una lucina non si è mai spenta, ma tu eri intasata dal mal di testa di tutto il resto, e paziente aspettava di essere ascoltata. Aveva qualcosa di importante da dirti, e se la lasci libera e accetti prendi coscienza di possederla può ancora parlarti. Insomma sta vocina mi ha parlato, attraverso il mondo delle cose belle che si relegano in fondo ad appesantirsi schiacciate di inutilità e roba varia, ma sotto ci sono voci, ci sono persone, e ci sono cose e ci sono radici che facciamo aspettare molto, e che vale la pena conoscere. Nel mio caso…salgono a sprazzi dall’intuito, sono le epifanie che restano e rispettandoti in silenzio anche quando non le interpelli ti sostengono. Sarà un caso che sta meditazione guidata me la sia trovata davanti per puro caso il giorno della befana? e insomma insomma….cinque ore per comincià a magnà perché tanto da fissare nella testa, da non cestinare subito nella posta non aperta. quindi se avete furia di mangià alla svelta, scorrete il video finché attacco col risottogiallo 😂😜.

 

(online sul canale youtube c’è anche il video del giorno 12, per i feticisti proprio del fannullismo in contemplazione di rumori bianchi)

ISCRIVETEVI e condividete il mio percorso!!!! E che la vostra nonna😍 sia con voi!

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Indistinti auguri un po’ d’istinto.

Buon natale a tutti (e buon natale soprattutto a quelli che… “ci vuole un bel coraggio a essere felici a sorridere di questi tempi/nella tua situazione” e loro ce l’hanno. 💖)

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In italia non c’è un Foer solo perché mia madre si nasconde in una comune

[5/11, 07:34] Mamma: Buongiorno amore non so se ti arriverà il messaggio tyb mi pensavi alle 5 ho sentito piano piano nell’ orecchio “mamma mamma”

[5/11, 07:35] Elisabetta Pend: Sisì ero io, o la bambina che hai dato via per adottare me😂😂😂prendendolo in tasca😭😂😂

Ora ve la spiego: l’umorismo ebraico squisitamente fine geniale diabolico al gusto Cynar non è il mio conclusivo, è Buongiorno amore.

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Dispetto o scherzetto

Sono così sconsolata e depressa in sti giorni che i bambini che mi vengono a suonare a casa per halloween erano partiti che erano folletti di babbonatale dalla lapponia e arrivati qui martoriati e mazzati dalla vita ora hanno già la barba da bulli delinquenti e non mi né si pongono nemmeno la fatidica domandina, vanno dritti al sodo (passano direttamente all’azione) come l’angelo sterminatore.

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Perdònati

Perdonati di essere così grande e sei ancora animista come un neonato, che te la devi cavare e fare fronte alla materia ai conti alle revisioni alle soluzioni che le inventi tutte per non farlo, perdonati di aver chiesto per 33 natali che la mamma ti abbracciasse fino a quando volevi tu sempre di più e in un altro modo che era prepotente e supplicare, fino a che hai smesso di elemosinare e hai iniziato a rapinare, e averlo scritto su una letterina negli anni in moine e calligrafie con il nome di sbrodolina/gameboy/casadibarbie/nikeAir/iphone/due Iphone/mac/due, tre, quattro, mac, come una traduzione diretta, e poi averli trattati male, telefoni per non rispondere al telefono, telefoni per gettare nel panico, telefoni gettati in Arno, telefoni smembrati e lacrime rettili. Perdonati di aver chiesto scusa solo tu per prima perché la rabbia era tutta tua, ma anche la ragione -imperdonabile- lo era e non hai dato tempo, ai limiti degli altri, di decantare nella ragionevolezza, la coagulazione necessaria al rispetto si perdeva nel mio bisogno, e poi ero una bambina, non toccava a me educare, superba del diavolo perdonati di indossare ogni giorno un pigiama lurido che non si vergogna di niente come un mantello dell’invisibilità ma portato alla napoleonica, grottesco che costringe a districarsi di ogni dubbio, ce l’ha scritto in faccia che è matta, e me ne guardo bene che c’è dentro, ossa, ciocche di capelli, regole stracciate, smorfie autografate dal cilicio? tanto se apro le braccia è il gesto a richiamare la paura. Perdonati di non voler pensare, di avere rotto tutto, di aver usato linguaggi incomprensibili, di aver curato l’ortografia solo per evidenziare parolacce di accusa sul muro, di aver rivendicato fiducia dopo che l’avevi appena infranta, di aver fatto promesse e dato speranze sapendo che era un mettere alla prova, vediamo se mi ami abbastanza da tollerare che io domani non ci sono, che domani declinerò l’invito, che domani non chiamerò, che domani non ci sarò, che domani  è solo un altro traliccio lungo il muro di prese staccate e che lascerò tutto estinguere nella cafoneria e confermerò che ciò che mi sostenta e accoglie e canta per me l’ossitocina non ha espressione se non quella che gli imprimo, io, non lo voglio dividere con nessuno, nessuno può vederlo perché io sì che lo so, come mi abbraccia un po’ di più, senza doverglielo chiedere. Perdonati di essere così attaccata e morbosa alla tua sicurezza, da aver chiuso la corrente dal pannello generale, aver lasciato la nonna il gatto la tua voce trapassare a penzoloni e bruciacchiati, che non avevano bisogno del tuo scusa, della tua fuga, della fotografia da morta nella letterina di natale, per nutrirsi della tua luce e perdona dio, che se mi avesse conosciuta non avrebbe detto con tanta leggerezza che i peccati possono essere rimessi. Non come dice lui.