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Cosa ci rimane di Roberto Re. Non l’anoressia๐Ÿ˜‚

A volte la famiglia non รจ esattamente il porto sicuro in cui trovare conforto e affetto e supporto, specialmente quella cosรฌ vicina da essere a un tiro di schioppo per riversare comodamente il peggio. A volte ci vuole davvero un amico al mio fianco, ogni tanto a ricordarmi che non sono solo un peso anomalo su cui scaricare le colpe e tutto ciรฒ che non si puรฒ mettere in discussione di se stessi che meno male c’รจ la figlia matta a fare da discarica e smistamento tossine, quelle che giustamente vanno spazzate via, e mica si liberano nell’aria, tutto sotto al tappeto della mia pelle, perchรฉ io le posso coprire. io sono abbastanza matta da poterle accogliere e nascondere tutte. il mio rispetto, vado a prendermelo da chi รจ felice di donarmelo senza che sia dovuto, e se non sentito naturale, ferocemente per questo rinfacciato. Dopo pranzo mi sono buttata via io, ma dalle risate. Grazie, amico Roberto. Ti ha mandato la nonnina a te, nella mia vita.

Grazie grazie grazie. E poi mangio. Che a tutto il mondo gli avrei tirato la minestra in faccia, oggi. L’istinto di chiamarti, perchรฉ boh รจ il tuo compleanno e perchรฉ boh, vai a nascere un secolo fa nel giorno che un giorno mi sarebbe stato utile che fosse il tuo compleanno per salvarmi.ย Forse un motivo non c’รจ o a volte non si vede, ma non c’รจ nemmeno di schiantarsi a terra, non per chi cosรฌ vorrebbe vederci, e tenerci lรฌ, e da quel punto a terra guardarli come fossero altissimi e intoccabili giganti

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Giorno 14, un numero felice che ci sono anche nata – Oltre l’anoressia

Nonostante il trasloco assorba forze fisiche e mentali, il percorso รจ in avanti, che non so se รจ avanti dritto o avanti tortuoso o avanti un altro solo che a stare decente ci prendo gusto e sono cosรฌ curiosa riguardo la vita, in continua scoperta e esplorazione col ritardo scandaloso a dispetto dei luoghi comuni e la scaletta burocratica buttata giรน da qualcunaltro chissacchรฌ che mi vuol vendere un modello di vita e una vita a scadenze impiegatizie che non segue il ritmo del mioย cuore il gap dei 30suonati (embรจ): la curiositร  che col cavolo ha mai ucciso il gatto o il leone, ma anzi rende la sua avventura nel mondo buffa e graffiante da strapparmi con le unghie un tenero sorriso e lasciare pelle e rami e gambi di fiori alla loro natura, senza possederli, ma forse essere in loro, e in loro ascolto, cosรฌ che quasi ogni volta non mi dispiace di essere questa spontanea imperfetta e sguaiata me e non vedo l’ora che avanti sia Avanti il Prossimo. Oggi รจ la voglia di particepare in tutto e per tutto al sorriso della stregatta-vita, senza voler tenere troppe redini, e ammanettarmi nelle cinghie della malattia. Non ho condiviso solo un pranzo con due persone belle (mamma e una delle rare amiche simpatiche che adoro di mia madre , il resto sono una caterva di coglioni vari, puรฒ darsi che io abbia delle riserve reduci da vecchie ferite interiori mie, ma a posteriori, non รจ che con gli occhi piรน lucidi di adesso siano sto fior fiore di simpatia, e non ci vuole una ipersensibilitร  matta patologica insofferente come la mia per intuirla a pelle, lo schifo che gli fai ad alcune il pregiudizio che hanno e lo hanno tanto piรน strombazzano a destra e a manca quanto siano militanti di umanitร  e solidarietร  femminile. in ogni caso non glielo dirร  mai perchรฉ mi scatta come una belva, ma una delle ragioni per cui le sento particolarmente odiose non รจ neanche mia personale perchรฉ ce l’ho col mondo in generale, ma perchรฉ non sopporto che alla fin fine.. secondo me i torti maggiori e lo sdegno maggiore non รจ che lo riservano a me che vabbuรฒ, carisalutiecciao, ma PROPRIO verso mia madre. e questo non lo sopporto. mi fa stare male. mi fa imbufalire. e mi fa ribollire che mamma neanche vuole sentirlo, non vuole sentirselo dire, non vuole sentire la mia opinione al riguardo che perรฒ riguarda lei. e allora mi faccio i cavoli miei, e fa male, vado avanti con la mia vita ma con un pezzettino di cuore che lei per loro farebbe e fa tutto, e loro non fanno un cazzo, anzi sรฌ: di fare fanno che la trattano come una sguattera dietro le apparenze e con la doppia faccia dei viscidi mostrano di sรฉ solo il loro lato bello con lei, ma dietro hanno il marcio. e io che il mio marcio quando ce l’ho lo mostro, come unica faccia, come quella davanti insomma, con a volte la disperazione del non sapere fingere e non volere fingere e non avere nรฉ pensare niente da ricavarci o da trarre favori e vantaggi, ecco con la brutale unica qualitร  di non riuscire piรน a nascondermi o dovermi imporre di non provare e reprimermi e rimuovere estirpare la sofferenza a comando, con questa brutale semplicitร  di una figlia, passi non vengono neanche notati e percepiti per non parlare di minimamente apprezzati e gioiti, ma ogni errore e mancanza rinfacciata. vabbรจ vabbรจ, oggi son felice. perchรฉ io lo sono, e perchรฉ amo esserlo in mezzo a persone con il cuore cangiante, e la mente colorata. Io con queste persone ci vado a nozze, il Leoncino gongola. Un nutrimento particolarmente felice, per ogni parte e stanza di me. Ridanciana e libera, anche di dire e seguire e farmi permeare da tinte stupide e leggere, ma di uno leggero e stupido “carico”. Impronta di Leoncino.ย Zac!