A càos, Accàsa, CiBOH Dammangiare, Hic et Munch, Parentesi caustiche

Due calcoli e una stima arrangiata

Allora in pratica la superspettacolaremegagalatticasuprema cheesecake della Tamara😍😍 m’ha tenuto boni i mi genitori per🤔…uhm… diciamo un mezzo pomeriggio e sera scarsi..a voler proprio arrotondare di manica larga….cioè:… SE gli facevo una torta in scatola cameo, con tutto il rispetto😂 per le tegliette montabili faidate stile ikea, quando partivano i beneamati a rompere gli zebedei??? quando la verginemaria era ancora in fasce???😂😫😳

Ngiorno ig friends💙guarda guarda che aura😇 vegana c'ha immi pranzo oggi😂😂 c'è quel burgerino iingoiango lì nimmezzo coi cannellini e l'#avocado pare si sia fatto una sessione-ritiro di cent'ore di campane tibetane niccervello ondegamma ora tra un po' lévita👻😂😍stamattina erano nuovi nuovi appena arrivati al bancone del super non potevo non pigliarli (sì lo so magari nelle vostre zone civilizzate esistono da 15anni😂) che poi li sto chompando golosamente son buonissimi e in 3 minuti son pronti al microonde🔝perfetti per le giornate piene come oggi ecco io devo dire che al contrario del tofu😝&co e altri sostitutivi per variare non li disdegno affatto come secondo questi con la zucca e il radicchio dentro che peraltro son due verdure che amo👍. 🚦Dichiaro ufficialmente🎉 aperta la stagione della ZUCCA🎃💃gente😂😍sappiatelo😋 diamoci sotto🙌🏻😍zuccalovers di tutto il mondo😂 che presto sarà ora di appender le palline all'albero e allenare le dita a dribblare i canditi nelle fette di panettone ⛹🏻😂buon pome have a great afternoon guys see ya next time💙🤗 #le1001tavola 👑 #vegetarian #lifestyle #recipeoftheday #foodstyle #foodpic #foodie #instadaily #thefeedfeed #phootooftheday #ifoodit #huffposttaste #lunch #onthetable #bonappetit #mangiare #healthyfood #italianfoodblogger #instafood #trovaricetta #IFPgallery #food4thoughts #f52grams #atavola #homemade #foodblogger #italianfoodbloggers #ricetteperpassione

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Il bisestile che avanza

Il ripetersi ciclico di Chiudimi quella cazzo di porta al buio scrivo triste e meglio. Al buio c’è più luce e vita e chiarezza e nitòre che nel tuo cuore, mi costringi a sentire affatto una verità che mifamaleloso, ma la Bugia in cui vivi triste, e meglio. Io ho tanti problemi mamma, babbo, è vero, la sorella ha tanti problemi, mamma babbo è vero, più socialmente accettabili e compatibili da voi tanto da incutervi rispetto, ma nella natura del mio safari di parole cucciole e curiose dove premono di crescere alberi incontaminati e fieri, l’ipocrisia in cui prima ancora di ledere gli altri si crede rabbiosamente, è peggio. E’ il peggio. Nella natura di ognuno non vigono regole e leggi scritte ma solo parole create e azzardate, e tentativi mai vani. Rispettala, e Chiudimi quella cazzo di porta, che apri per fare riscontro per far passare il vento ionizzare l’aria riportare uniformare livellare i campi in cui inseriamo il nostro testoinsertyourtext, (infierire a un sole violento e finto da dentista ogni crepa attraverso il microscopio del catastrofico malizioso e sbagliato onde evitare che germogliando al buio atteschisca un baobab, o sonnecchi un leone, e confonderle coi tuoi appunti neanche tanto falsi, ma politici.) Dove vuoi fare chiarezza, che prendi il sole, ma cieca, e lo pretendi. Ok mettiamola pure così non lo so se è meglio o peggio, è diverso. Le porte servono, nella natura e nell’anima, le porte sono rispettose, dell’aria che tira, del sole che sorge a diverse latitudini, non sbattono come quelle (quelle lì sì) che idolatrate, rispettate, obbedite: quelle che invece, cazzo, Rinchiudono.

 

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Non poteva finire così.

Non poteva finire così (Bene😂)…

…Ebbene dopo mi sono arrabbiata. Ma tranquilli anche il mondo si è arrabbiato (con me).

E io vado a rivendicare la mia integrità in un ascensore.

Vivi e lasciati vivere, e lascia che gli altri vivano pure male. ma per conto loro. io ho fatto il possibile. ora voglio fare possibilmente il meglio, per me.
Zen pranzo di #risointegrale #ravanelli #salmone #crauti #olioevo dopo una mattinata produttiva di lavoro e idee, e un 60%di queste buone e belle, nella mia media è una buona percentuale, forse alimentata dal sole prima ancora che dalla situazione contingente, se io mi metto in testa che mi voglio voler bene, gli altri e fuori di me possono remarmi a fianco, tenermi la mano, soffiare un buon vento a favore/e a amore, o piovermi addosso, o addirittura spesso remarmi contro, o piazzare ancore premeditate o imrovvisate con tutti i mezzi per farmi incagliare in un punto statico e fermo che funzione da piattaforma e bersaglio per i rifiuti del mare, a fondo nessuno ci vuole stare da solo e si chiama subito giù quella che marcisce di più e più in fretta, perché è quella più piena di materia viva, e chi è sadico gode a vedere morire solo chi voleva vivere. #famiglia #depressione Nonostante ciò, metaforicamente, se mi sento ok, ciò che fuori non mi torna e mi ferisce lo riesco a vedere alla sua dimensione reale, al giusto grado di zoom rispetto alla mia persona, una macchia di ragionamenti meschini che si possono pure propagare e fluire intorno, lasciando intatto e sicura la mia piccola navicella, lasciando pura la mia fiducia nel sole che illumina sempre ciò che viene alla luce, e se in esso c’è del dolore, allora lo asciuga.

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Cose che vuoi tremendamente dire

Ha da finì stastoria che La mamma è sempre la mamma la mamma era sempre la mamma anche nel caso di Medea.

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..Ma falle gli occhi neri.

 

Niente svuota la testa e distrae dal fatto che sto mangiando a balenottera azzurra e che mi sono angosciata per tre giorni e strutta nell’attesa di dover attendere un pranzo e un’opera  intensi apocalittici in presenza della mia bestianera prosciugatrice d’animo il mio babbo, niente svòta iccapo come aggiornarsi sulle vicende della mi sorella ( e finire non solo per amarla ancora di più compresi tutti i suoi difetti e di volerli sentire io se li sento dentro e non per “pregiudizio catastrofico di genitori eternamente non contenti né orgogliosi di noi stirpedebole(*cit) o insegnato da una fragile autorità minacciosa che ad ogni boccone e mio passo va sgretolandosi” ma sferruzzare i denti e le unghie dall’istinto di proteggerla, essere il suo punto fermo, una sua sicurezza. Non solo io ho una sorella. Non solo io sono una sorella. Ma Lei ha e avrà sempre, la sua sorella.

CiBOH Dammangiare, Parentesi caustiche

Nei secoli dei secoli

La mi mamma è talmente assurda e beghina che -devota donabbondiana- pur di non scomodare un estraneoqualunque, di non rischiare una e una sola volta di difendere, parteggiare, proteggere, prendere le parti di, avere una minima basica predilezione per la sua cucciolata e costringersi in uno stereotipo generazionale di suocera rompicoglioni che, seppur antipatico, avrebbe anche le sue radici nel corso naturale delle cose e degli eventi, lei non è che dopo una vita a scrollarsi di dosso la merda della prole poi va finalmente a rompere al genero, fa la nonna atipica e libertina o che so, si ritira a fare yoga tantrico a Bali, no, lei viene a fare la suocera classica a me.

Lei era quella che ai colloqui coi professori, in fila accanto a genitori belligeranti e con la spada alla mano montati di rabbia impazienti di sfoderare denuncie e querele in difesa dei loro piccoli delinquenti, se pigliavo un voto un po’ sotto la media e ci soffrivo andava lì con il capo cosparso di cenere suggeriva balbettando che forse con me erano stati anche troppo larghi e generosi di manica nell’assegnarmelo, e che questo era la causa di tutti i mal. 

Per quel che ne so già che c’era poteva anche suggerire al gruppetto di bulli di picchiare più forte, o al personale psichiatrico di non lesinare coi calci allo stomaco. Non escludo che l’abbia fatto.

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Mamma ho perso l’assegno

Fortunelli voi che per i vostri non siete mai abbastanza (bravi, belli, responsabili, perfetti, eccelsi, grati, puntuali, magrigrassi, sani, realizzati, affettuosi, maturi, furbi, saggi, felici e avantitutta), perché c’è anche chi a regalare un mite accenno di soddisfazione è soltanto mai abbastanza inZyprexato per truffargli meglio i (pochi) soldi con la benedizione apostolica ‘ci prendiamo cura di te’. Sei tutta sulle nostre spalle anche non vedendoti in faccia. Ah nel fagotto da soma che vi portate appresso come ciuchi non peso poi così tanto. E che razza di merito e gusto c’è nel rubare la merenda a un bambino coi polsi legati imbavagliato che non può appellarsi a nulla perché il male porta anche il suo nome, in suo nome, dottor Potere, dottor Difesa, dottor Nulla.

Accàsa, Hic et Munch

Generalità e generosità

Alla mi mamma non piace affatto quello che mi dice la mia psicologa. Non le torna proprio peggnènte, e bofonchia scuotendo la testa, con quell’espressione un po’ alla ora ci penso io, e è proprio lì la trappola. La mia mamma è quella che come condizione obbligatoria per non risottoscrivere e rinnovare e equipaggiare di gran carica il mio ennesimo ricovero coercitivo mi ha costretta giuridicamente –come minimo a andare dalla psicologa, il cui recapito e nominativo mi ha indicato lei medesima, la somma furbissimasotto contratto che si legge ricatto. Ora beccati che nell’ora settimanale io e la psicologa giochiamo a freccette e disegniamo barba baffi e occhiali sulla tua linea genitoriale, e umana. No ma comunque ti perdono eh. Guarda ti perdono ancora prima che tu mi abbia mai chiesto scusa, o mai contemplato che la mia libertà mi riguardasse.

Pausa bar troppo affollato la domenica mattina. E egregio educato istruitissimo signore che prima sgomiti nel costato per farti largo al bancone, e poi vi piazzate con tua moglie che manco alla cocomerata di sanlorenzo a guardare i fochi bisogna berciare così forte per far sentire il proprio impagabile feedback su ogni cosa che sta in cielo e in terra: ecco, te, ‘nonnoressica’ ci sarà tu sorella!