Hic et Munch

Cose che scrivo come didascalia

Nel post-psicologa, il motivo per cui vale la pena di volermi bene si illumina. Perché? ….beh perché sì! (È un sì talmente banale e semplice che non semplice da dire, da far dire al cuore dopo aver scartocciato ogni bonbon al veleno, annuendo non basta col gesto della mandibola se piano piano non si scioglie il morso di hannibal con l’acquolina famelica di un pasto fatto-con-le-sue-mani-con le sue mani come pietanza,intendo- è un semplicemente sì che segue tutta una serie di cose che -sempre necessari cestini da portarsi appresso- che no, non fanno parte di me, no, non sono per me, no, non devono piacermi, no, non devo accettarle, no, non devo perdonarle, NO, non NE morirò.

Buon appetit, #nonsimolla guerriere di zia Leoncina🦁💪💪💪💜💛💚💙🌞

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Accàsa, BollettiniANSIA, CiBOH Dammangiare, Hic et Munch, Parentesi caustiche

Cosa ci rimane di Roberto Re. Non l’anoressia😂

A volte la famiglia non è esattamente il porto sicuro in cui trovare conforto e affetto e supporto, specialmente quella così vicina da essere a un tiro di schioppo per riversare comodamente il peggio. A volte ci vuole davvero un amico al mio fianco, ogni tanto a ricordarmi che non sono solo un peso anomalo su cui scaricare le colpe e tutto ciò che non si può mettere in discussione di se stessi che meno male c’è la figlia matta a fare da discarica e smistamento tossine, quelle che giustamente vanno spazzate via, e mica si liberano nell’aria, tutto sotto al tappeto della mia pelle, perché io le posso coprire. io sono abbastanza matta da poterle accogliere e nascondere tutte. il mio rispetto, vado a prendermelo da chi è felice di donarmelo senza che sia dovuto, e se non sentito naturale, ferocemente per questo rinfacciato. Dopo pranzo mi sono buttata via io, ma dalle risate. Grazie, amico Roberto. Ti ha mandato la nonnina a te, nella mia vita.

Grazie grazie grazie. E poi mangio. Che a tutto il mondo gli avrei tirato la minestra in faccia, oggi. L’istinto di chiamarti, perché boh è il tuo compleanno e perché boh, vai a nascere un secolo fa nel giorno che un giorno mi sarebbe stato utile che fosse il tuo compleanno per salvarmi. Forse un motivo non c’è o a volte non si vede, ma non c’è nemmeno di schiantarsi a terra, non per chi così vorrebbe vederci, e tenerci lì, e da quel punto a terra guardarli come fossero altissimi e intoccabili giganti