Tutti gli oggi in cui nasce una madre…

Ci sono mattine i cui colori sono maturi, che non si può attendere a riappropriarsi di sé, mattine in cui il black&white della propria vita non è solo una tara da rispedire al creato difettosa, ma solo il braccio appartato per intenditori di una forma d'arte, che mostra anche le possibilità e i significati infiniti del grigio. Che arricchisce, non si cancella con un filtro o con il rammarico colpevole di esistere. Sono come sono. Una combinazione senza numero contabilizzabile e indicizzazione di #colori. Le estremità e i limiti "nonoltre", sono anch'esse parte come il resto vivido della vita. #breakfast #blueberries #fruitsalad #mozzarella #foodlove #foodblog #homemade #homemeal #paleoish #healthy #blueberries #healthyeats #thefeedfeed #eattherainbow #realfood #nourish #foodforsoul #foodtherapy #lowcost #foodshare #instafoodies #anorexiarecovery #edrecovery #edwarrior

A post shared by Elisabetta's PhilOH!soFeed (@elisabettapend) on

….

..

#cecina su #pavone 😂😂🎠🎠😍😍😍💜💛💚💙🦁🐾💆🙏 #ricettetipiche #cucinatoscana #homemade #foodlove #oldstyle #merenda. Ci sarà un perché le cose intramontabili sono tali, e sono, che banderas mi perdoni… BUONE.😂😂😂😂😂😂😍😍😍😍😍 🔝#foodpassion #ricettedellanonna #thefeedfeed #foodart #anorexiarecovery #healthysnack #nourish #realfood #storytelling #favoritefoods #foodblogger #secucinoio #tradizione #discovering #diarioalimentareanoressia #yummy #deliciousfoods #italianfoods #ifooditalia #instafoodies 🦁🦁🦁🦁🦁 e buona serataaaaaaaa. Notetoself: NON imparare l'arte…fanne altresì il tuo baricentro e il TUO stile. Ciaoooo!!!

A post shared by Elisabetta's PhilOH!soFeed (@elisabettapend) on

…sono solo una stima ideabile dei respiri possibili della mia libertà.

Ante pesto, post arrosto, dolce farniente.

Affezionarsi a un personaggio due giorni dopo che rideva, una decina di sfottimenti vari di assestamento, un milione di megabyte persi nel web in carica di una cazzata di video per fermare il tempo di un giorno che non avresti mai voluto affrontare(così) in realtà sai esattamente perché l’hai voluto fermare, in tutta la sua inutilità, perché quel giorno che stavi malissimo e che non ti tornava nulla e che tutto si distorceva e tutto era un po’ stonato -niente a posto, io non a posto, io non allineata, io non rispettosa delle regole animistiche/logistiche e nemmeno cestinata senza passare dal via che ho infranto un mio schema ora sbatto il mondo fuori e mi perdo nei miei “tantovale” /tantovale fare schifo/tantovale non far più nulla/tantovalevaffanculoecciao/tantovalestaremale- succede che quel giorno di merda, con questa cazzata di essermene testimone, di guardarmi per distrazione come mi potevo girare i pollici mentre facevo zapping, alla fine l’ho affrontato lo stesso. Ci sono stata in mezzo, con fastidio, e ha avuto 24ore brutte ma non una di più, non 25. le solite. come gli altri. peggio degli altri. faticosamente. …perché non è forse ugualmente pesante fare fronte a me stessa quando sono felice? lo è. del resto siamo tutti nati sotto un’ineludibile forza di gravità che ci imprime costante anche quando lo stomaco è vuoto il cervello leggero, o quando gli angoli della bocca sono rivolti in alto.
Si.Può.Fare.

Affezionarsi. Dopo. Ché male o male ce la siamo cavata. Senza saperlo. Prima. Col senno di mai.

..Ma falle gli occhi neri.

 

Niente svuota la testa e distrae dal fatto che sto mangiando a balenottera azzurra e che mi sono angosciata per tre giorni e strutta nell’attesa di dover attendere un pranzo e un’opera  intensi apocalittici in presenza della mia bestianera prosciugatrice d’animo il mio babbo, niente svòta iccapo come aggiornarsi sulle vicende della mi sorella ( e finire non solo per amarla ancora di più compresi tutti i suoi difetti e di volerli sentire io se li sento dentro e non per “pregiudizio catastrofico di genitori eternamente non contenti né orgogliosi di noi stirpedebole(*cit) o insegnato da una fragile autorità minacciosa che ad ogni boccone e mio passo va sgretolandosi” ma sferruzzare i denti e le unghie dall’istinto di proteggerla, essere il suo punto fermo, una sua sicurezza. Non solo io ho una sorella. Non solo io sono una sorella. Ma Lei ha e avrà sempre, la sua sorella.

Safari 16° – Decluttering, Oltre l’Anoressia

Oggi sto decisamente meglio, di umore di testa e di cuore. E questo succede quando mossa da non so cosa decido di prendermi cura di me stessa e pensare alle mie cose tra le mie cose e nel mondo costruito coi mattoncini delle mie cose. Volersi bene e trattarsi con cura e pensarsi pienamente meritevoli di rispetto è il contrario esatto dell’individualismo egoista. Così posso cinicamente amare, accordare le note i discorsi e i silenzi in un concerto armonioso per accompagnare i miei passi come traccia sonora, amare chi sono cosa faccio cosa mangio e il perché lo mangio e vivo e di chi mi circondo e a chi do il permesso di visitare e avventurarsi nel safari di quest’anima savana, e chi in controcanto chi il coro chi controvento su una jeep chi incontro al vento e chi immobile aspetta impercettibili movimenti della fiera, che sono i suoi sospiri di Gratitudine a Sé.

🦁 La savana 🦁è sì ordinata ogni cosa al suo posto e non uno di meno nessuno meno importante nell’ecosistema e di sterminate combinazioni postazioni luoghi e situazioni e vite e infiniti orizzonti e la savana è un luogo di libertà, da proteggere, per la libertà.

❌Il Circo ❌ lo odio, il circo è godimento di essere in Schiavitù issandosi e camminando su (e grazie a) tappeti di Schiavi.

Giorno 14, un numero felice che ci sono anche nata – Oltre l’anoressia

Nonostante il trasloco assorba forze fisiche e mentali, il percorso è in avanti, che non so se è avanti dritto o avanti tortuoso o avanti un altro solo che a stare decente ci prendo gusto e sono così curiosa riguardo la vita, in continua scoperta e esplorazione col ritardo scandaloso a dispetto dei luoghi comuni e la scaletta burocratica buttata giù da qualcunaltro chissacchì che mi vuol vendere un modello di vita e una vita a scadenze impiegatizie che non segue il ritmo del mio cuore il gap dei 30suonati (embè): la curiosità che col cavolo ha mai ucciso il gatto o il leone, ma anzi rende la sua avventura nel mondo buffa e graffiante da strapparmi con le unghie un tenero sorriso e lasciare pelle e rami e gambi di fiori alla loro natura, senza possederli, ma forse essere in loro, e in loro ascolto, così che quasi ogni volta non mi dispiace di essere questa spontanea imperfetta e sguaiata me e non vedo l’ora che avanti sia Avanti il Prossimo. Oggi è la voglia di particepare in tutto e per tutto al sorriso della stregatta-vita, senza voler tenere troppe redini, e ammanettarmi nelle cinghie della malattia. Non ho condiviso solo un pranzo con due persone belle (mamma e una delle rare amiche simpatiche che adoro di mia madre , il resto sono una caterva di coglioni vari, può darsi che io abbia delle riserve reduci da vecchie ferite interiori mie, ma a posteriori, non è che con gli occhi più lucidi di adesso siano sto fior fiore di simpatia, e non ci vuole una ipersensibilità matta patologica insofferente come la mia per intuirla a pelle, lo schifo che gli fai ad alcune il pregiudizio che hanno e lo hanno tanto più strombazzano a destra e a manca quanto siano militanti di umanità e solidarietà femminile. in ogni caso non glielo dirà mai perché mi scatta come una belva, ma una delle ragioni per cui le sento particolarmente odiose non è neanche mia personale perché ce l’ho col mondo in generale, ma perché non sopporto che alla fin fine.. secondo me i torti maggiori e lo sdegno maggiore non è che lo riservano a me che vabbuò, carisalutiecciao, ma PROPRIO verso mia madre. e questo non lo sopporto. mi fa stare male. mi fa imbufalire. e mi fa ribollire che mamma neanche vuole sentirlo, non vuole sentirselo dire, non vuole sentire la mia opinione al riguardo che però riguarda lei. e allora mi faccio i cavoli miei, e fa male, vado avanti con la mia vita ma con un pezzettino di cuore che lei per loro farebbe e fa tutto, e loro non fanno un cazzo, anzi sì: di fare fanno che la trattano come una sguattera dietro le apparenze e con la doppia faccia dei viscidi mostrano di sé solo il loro lato bello con lei, ma dietro hanno il marcio. e io che il mio marcio quando ce l’ho lo mostro, come unica faccia, come quella davanti insomma, con a volte la disperazione del non sapere fingere e non volere fingere e non avere né pensare niente da ricavarci o da trarre favori e vantaggi, ecco con la brutale unica qualità di non riuscire più a nascondermi o dovermi imporre di non provare e reprimermi e rimuovere estirpare la sofferenza a comando, con questa brutale semplicità di una figlia, passi non vengono neanche notati e percepiti per non parlare di minimamente apprezzati e gioiti, ma ogni errore e mancanza rinfacciata. vabbè vabbè, oggi son felice. perché io lo sono, e perché amo esserlo in mezzo a persone con il cuore cangiante, e la mente colorata. Io con queste persone ci vado a nozze, il Leoncino gongola. Un nutrimento particolarmente felice, per ogni parte e stanza di me. Ridanciana e libera, anche di dire e seguire e farmi permeare da tinte stupide e leggere, ma di uno leggero e stupido “carico”. Impronta di Leoncino. Zac!

Una parentesi respirante, giorno 11° – Essere me, videostory Oltre l’anoressia.

NOW ONLINE qui▶▶▶https://youtu.be/uFk6Jiv_o58 il nuovo #videoblog  del 🔛🔛🔛🔛➰▶🦁💙➰#progetto di condivisione giornogiorno della mia lotta contro l’#anoressia e la #depressione. Seguitemi e iscrivetevi al canale per per seguirmi passo passo tra alti e bassi sconfitte e vittorie crisi isterismi e meccanismi di come cerco di affrontare e metabolizzare che forse la vita non è una mia #scelta, ma l’autodistruzione suicida la negazione di me stessa della mia persona comunque io sia può essere una #scelta dettata dal #terroredivivere ma che non voglio più fare. Proveniendo da un passato e presente psichiatrico considerato un caso perso e grave di malattia mentale irrecuperabile, se c’è qualcosa da dimostrare, di certo non sarà il dare ragione a chi ha fatto della mia fragilità di bambina prima, e di matta rinchiusa in stanze dell’orrore e nella morsa di una camicia contenitiva, stracci per spolverare il suo trofeo marcio di #abuso e sete di #potere. Il link all’ultimo video della serie e al canale dedicato lo trovate in alto nella BIO⤴⬆⬆⤴!💙🦁➰➰➰🔛🔛🔛🔛🔛

Ma…….didascalica: Oggi la pace. che il sonno deposte le armi porta contentezza. E lascio andare….viene dopo il comunqueandare…grazie, leonessa. Oggi grazie, ti voglio proprio bene Elitossina, oggi l’ossitocina ha un interlocutore accomodante. Ovvio che passerà, stare bene, così come stare malissimo, sono onde sempre diverse, e sempre l’una si ritira per far posto all’altra. Ma dall’alto quante gradazioni di blu… e quanti strati di me e quanto profondo il suo respiro. Parti di me, senza essere relitti a picco, possono posarsi dolcemente sul fondo, qualunque tempesta passi loro addosso….un po’ li nasconde tra le dune…un po’ li cela…un po’ li conserva…un po’ li lucida…e molto fermento di altri mondi li abita.

Doppio carpiato infame – Essere me, Oltre l’anoressia

Prima:

Attapiramento giorno 10°. Ma anche Eclissitudine. Pranzo dramma. Sostenuta da non si sa cosa. Poi mi viene in mente. Solitudine io che amo solo te oggi mi sento odiata da te, mi ripaghi con una moneta troppo farlocca, o in natura troppo amara. #comunqueandare, si prova. Per forza! #celafo

Dopo:

Una caricatura di starmale: “comunqueandare”. Cena version giorno 10°. No via ma la mi mamma che al minuto 14′ mi piazza la bottiglia d’acqua precisa davanti lo schermo???? la peggio! 😒😂 piglia da ridere per la disperazione. cronache di una serata uggiosa parecchio con discorsi uggiosi, gente che chi me l’ha fatto fa…. sguardi sprezzanti dritti come infrarossi scrutatori dentro la mia pelle scoperta, dentro un libro stampato di nervo fresco (e non i miei, o almeno non i più nauseati sguardi allusivi…ho detto tutto…) e insomma che già oggi (video precedente) è stato tutto una scalata immensa, sta montagna che oggi era circumnavigata da banchi di nebbia della mitologia oscura, quella degli dei del timore, e del tremore. Croce sopra che è na pezza. Andiamo avanti. Non mi sento a posto, per niente, non mi sento bene, per niente. Però se non mollo una cosa importante mi tengo stretta di oggi: che non mi sento in Colpa o Crudele verso la mia anima. almeno questo. Non si molla che no: Un bel giorno ti accorgi che esisti….🦁💪

 

E ZZZ.

Giorno 9°: ultimo 2016 – Essere me, Oltre l’anoressia

 

Giorno 9° – e ultima cena🤘🤘😂😂tiè🤘😂, del 2016. Noi pizza. Surgelostyle. Vegetariana e maialona. Mamma e figlia. gran classe, cenoni distinti. Ciao 2016, fuck #anoressia. Il mio #2017 è differente.
Parte il trenino! Auguri di cuore a tutti voi dal leoncino matto🎉🎊🎉🎉🎉🎉🎉☄☄☄☄ perché gli anni non sono buoni o cattivi, ma noi possiamo essere il meglio per noi, ciò che di meglio Noi porteremo all’anno, non il contrario. Arrampichiamoci su questa montagna del mondo, che la vista è stupenda e senza angoli.

🎉daje!🎉🎉🎉🆒🆒🆒🆒🆒🆒🎀🎀🎀🎀🍕🍕🍕🍕🍕

Giorno 8° -DepReality Videostory – Oltre e fuori l’anoressia

#Posti nuovi da sistemare e nuovi #pasti e nuovi #pigiami senza dignità 🙈🙈🙈😂😂😂😂😂😍😍😍😍E cavolo…pure #nuovoanno tra poco!!!!😱😱😱😱😍😍➰➰ Stanze da non svuotare MA da riempire di me! Tutto raffazzonato e in divenire….la #costruzionediunamore che cantava costui era per forza un gioco di coppia l’ennesimo o la posso declinare alla #costruzione di un #amore che ugualmente inizia da una #dichiarazione ma che a maggior ragione quello per me stessa è fatica, lotta, “mescola sangue con sudore…se te ne rimane”.., tanta bellezza ( tanta #FORTUNA….😢😢😢*cit😍) e tanto cervello in pappa e allora forza Eli, aggiungi CON PAPPA…per affrontarlo, tutto.. E così un progetto che stava nella mente scoperchiato solo dall’essere così seppellito di terriccio malato gettato da pale moleste e perverse nell’uccidere anche me precoce, e sottoterra con tutto l’hummus a preparare il terreno dal compost caloroso della nonna… se alimentato… per ora rametti di lavanda su una tomba la mia che se accanto alla tua nonnina, che è una pianta di lavanda e cresce da qualsiasi parte e tutto le viene bene e poi trova il suo posto che appartiene ai morti, su morti che quando hanno chiuso gli occhi l’ultima volta, era per strizzarmene uno di fiducia ammiccando, passaggio del testimone di gioco, il tuo gioco assertivo che se ti andava di vincere vincevi, nonna. Ho le tue carte. Annaffio e nutro i rametti sparsi, che creano un arbusto composito e selvaggio, si nutrono e danno nutrimento. Si trasformano, a lungo andare, creando e lasciando creare dolcissimo miele. Nettare di una morta ma né tu né elisabetta, la morta pelle suicida sequestrata dalla malattia, comoda amica impenitente di sempre, ti getteremo nella fossa anonima. ➰➰➰➰➰➰➰⬆⬆⬆⬆⬆⤴⤴⤴
Nuovi videoblog dei passo passo per pasto😂😂💪💪💪🦁🦁🦁➰➰➰➰🔛🔛🔛🔛🔛 in un posto talmente nuovo e spaesante, da essere decisamente- e sarà- capire di esserci sempre stata. Link diretto al canale Youtube in BIO!!!!⬆⬆⬆⬆⤴⤴⤴⤴ Iscrivetevi e seguite il mio percorso nutrizionale e personale se lo ritenete, per l’appunto, COSTRUTTIVO.

…e tutto ciò mi meraviglia….Sono IO che guardo questo Amore….- Canzone del giorno: ❤♩🎧La Costruizione di un amore (*ndr)❤♩🎧 I.Fossati

Giorno 5° – Essere me, Oltre l’anoressia.

 

Giorno 5°  del Percorso di conoscenza dell’altro in me che la malattia mentale, attraverso l’affronto del sintomo mentale, attraverso una reversione, un’inversione a U del digiuno colpevole, autoassegnato, meritato, tanto a lungo una vita perpetuato, col merito di non avere alcun merito, ma di questa totale assenza di implicazioni o motivazioni -per scelta e per codardia- averne il primato. Oggi, Bronchite mood e giornata difficile. A pugni con la percezione di me, a livello della pelle, del contatto con la lanugine, fatica a riconoscermi in un corpo che perde le sue stupide certezze ossee, l’illusoria e mendace forza rassicurante di rettilinei ipnotici senza deviazioni curve o spazi per fermarsi per respirare e contemplare orizzonti al di là di sé, invece che confinarsi nella mania di restare dentro le lamine dritte, e non farsi distrarre da niente non permettersi altro che un purgatorio di chilometri e chilometri di cartelli allarmistici e regole su come prevenire imprevisti, colpi di sonno, lacrime che annebbiano la vista, fame di guardarsi a destra e a sinistra, ascoltare o trattenere o prestare minim attenzione a una parola dei passeggeri. Ma che dico, nessun passeggero ammesso a entrare in quella macchina calibrata per la lunga via dell’espiazione in terra. Ma un motivo di sorridere si trova sempre, anzi, lo colgo, è il punto forte e dolce della mia cura. E le ruote hanno molte direzioni. Sanno cambiare idea.