A càos, Accàsa, Hic et Munch

Archeoillogica

Il mio #ufficio di #scrittrice stagione #primavera/#estate…. ho levato e scrostato in una mattinata di sudore e fatica ma mossa da una spinta che montava.. quindici anni di roba ammassata a dimenticarsi e a lasciarmi dimenticarle per paura e orrore di vedere di stare dentro di stare fuori di stare ovunque un dolore zittito è un onda concentrica in espansione di dolore che si propaga in sotterranea diffondendo elettroni pestilenziali, e incrina l’asse e cammino tutta storta su una madre terra fragile…che non mi è madre è bugiarda è sdrucciolosa è pericolante e pericolosa…se la madre terra è solida è solida dove faceva il giardino la nonna e il mio dolore non ho paura ti guardo in faccia! Sto diventando pronta! Tutto dolore ti puoi accomodare… non mi ucciderai senza che io difenda in tutto e per tutto, la bambina che incontra la persona che ormai sono. Giocheremo con le carte della nonna. Giocheremo con il canto della nonna. Giocheremo con il suo terriccio che è la Nostra Casa.

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A càos, Accàsa, BollettiniANSIA, Hic et Munch

Il bisestile che avanza

Il ripetersi ciclico di Chiudimi quella cazzo di porta al buio scrivo triste e meglio. Al buio c’è più luce e vita e chiarezza e nitòre che nel tuo cuore, mi costringi a sentire affatto una verità che mifamaleloso, ma la Bugia in cui vivi triste, e meglio. Io ho tanti problemi mamma, babbo, è vero, la sorella ha tanti problemi, mamma babbo è vero, più socialmente accettabili e compatibili da voi tanto da incutervi rispetto, ma nella natura del mio safari di parole cucciole e curiose dove premono di crescere alberi incontaminati e fieri, l’ipocrisia in cui prima ancora di ledere gli altri si crede rabbiosamente, è peggio. E’ il peggio. Nella natura di ognuno non vigono regole e leggi scritte ma solo parole create e azzardate, e tentativi mai vani. Rispettala, e Chiudimi quella cazzo di porta, che apri per fare riscontro per far passare il vento ionizzare l’aria riportare uniformare livellare i campi in cui inseriamo il nostro testoinsertyourtext, (infierire a un sole violento e finto da dentista ogni crepa attraverso il microscopio del catastrofico malizioso e sbagliato onde evitare che germogliando al buio atteschisca un baobab, o sonnecchi un leone, e confonderle coi tuoi appunti neanche tanto falsi, ma politici.) Dove vuoi fare chiarezza, che prendi il sole, ma cieca, e lo pretendi. Ok mettiamola pure così non lo so se è meglio o peggio, è diverso. Le porte servono, nella natura e nell’anima, le porte sono rispettose, dell’aria che tira, del sole che sorge a diverse latitudini, non sbattono come quelle (quelle lì sì) che idolatrate, rispettate, obbedite: quelle che invece, cazzo, Rinchiudono.

 

Accàsa, BollettiniANSIA, CiBOH Dammangiare

Una risposta nulla.

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Cosa può succedere quando c’è una mano che trema in questo #insta e non è quella che scatta, almeno non in modo percettibile, ma quella che cristallizzi in un click di fronte a te per farla fermare e e fermare pure -per favore- il mondo. Cosa può succedere quando una madre tua madre sta stesa in terra urlando che ha perso la testa e che sta al buio che aiuto aiuto aiutami, cazzo! mamma come posso aiutarti? NON puoi aiutarmi vai via, mi aiuti se te ne vai lasciami sola. mi giro, nuovamente, di pochi gradi, in attesa e mantenendomi vigile e.. aiuto!aiuto!aiutami cazzo demonio! COME VUOI CHE TI AIUTI MAMMA, RESPIRA, DIMMELO, CHIEDIMELO. AIUTAMI A CALMARTI. VAI VIA NON MI AIUTI MI FAI STARE PEGGIO. e di nuovo mi sposto, appena, cercando di respirare io al suo posto, vigile, a portata di occhio, e aiutami,cazzo,muoio! Ok mamma, rewind, reset, cosa posso fare per aiutarti? NON mi aiuti!oddiomuoiomuoiomuoio. Non voglio che muori, posso aiutarti a sopravvivere finché non muori più, mamma? Dai. Ti prego. No! Lasciami morire. Ok va bene, sono qui accanto. Aiutamiiiiiiii VUOI lasciarmi morire? No mamma. E cosa può succedere quando aiutoaiutoaiuto e infine rispondi con l’ultimo controllo nell’ultimo dito del pugno strinto, io sono qui, ti posso dare il MIO aiuto, dimmi tutto. “Ma io stavo chiamando la mia mamma”.”aiuto lo chiedo alla MIA mamma!Mamma!Vogliolamamma mia, NON TE!”.
Va bene. Cosa può succedere. Cosa succede. Non può succedermi nulla. Perché la nonnina è attraverso di me, con me. La nonnina è dentro di me a proteggermi ANCHE DA QUESTO.
A mangiare lo stesso cosa succede, ok, portarsi sul piatto. Strascinarsi verso il piatto. Spostarsi e portarLA. Cosa succede a avere un solo perché da giocare per allentare quel pugno: Perché la nonnina non avrebbe permesso che nella bolla di angosce e dolore affogato che sono ben oltre la mia comprensione e il mio potere assorbente…morissi da spugna da magnète opaco anche un po’ ognivolta io. Una morte molto più sottile e senza ritorno del morire di fame. Nonna non l’ha permesso quando avrei potuto morirne davvero, quando davvero avevo solo l’impotenza di una bambina come scudo e un avvocato stratega della vergogna da imparare a memoria, a maggior ragione non lo permette adesso che sono a scuola di coraggio. Nonna direbbe e dice: amore, vieni è pronto, non è successo nulla! (Dududù. Dadadà.)

Accàsa, BollettiniANSIA, CiBOH Dammangiare, Hic et Munch, Parentesi caustiche

..Ma falle gli occhi neri.

 

Niente svuota la testa e distrae dal fatto che sto mangiando a balenottera azzurra e che mi sono angosciata per tre giorni e strutta nell’attesa di dover attendere un pranzo e un’opera  intensi apocalittici in presenza della mia bestianera prosciugatrice d’animo il mio babbo, niente svòta iccapo come aggiornarsi sulle vicende della mi sorella ( e finire non solo per amarla ancora di più compresi tutti i suoi difetti e di volerli sentire io se li sento dentro e non per “pregiudizio catastrofico di genitori eternamente non contenti né orgogliosi di noi stirpedebole(*cit) o insegnato da una fragile autorità minacciosa che ad ogni boccone e mio passo va sgretolandosi” ma sferruzzare i denti e le unghie dall’istinto di proteggerla, essere il suo punto fermo, una sua sicurezza. Non solo io ho una sorella. Non solo io sono una sorella. Ma Lei ha e avrà sempre, la sua sorella.

BollettiniANSIA, CiBOH Dammangiare, Hic et Munch

Safari 16° – Decluttering, Oltre l’Anoressia

Oggi sto decisamente meglio, di umore di testa e di cuore. E questo succede quando mossa da non so cosa decido di prendermi cura di me stessa e pensare alle mie cose tra le mie cose e nel mondo costruito coi mattoncini delle mie cose. Volersi bene e trattarsi con cura e pensarsi pienamente meritevoli di rispetto è il contrario esatto dell’individualismo egoista. Così posso cinicamente amare, accordare le note i discorsi e i silenzi in un concerto armonioso per accompagnare i miei passi come traccia sonora, amare chi sono cosa faccio cosa mangio e il perché lo mangio e vivo e di chi mi circondo e a chi do il permesso di visitare e avventurarsi nel safari di quest’anima savana, e chi in controcanto chi il coro chi controvento su una jeep chi incontro al vento e chi immobile aspetta impercettibili movimenti della fiera, che sono i suoi sospiri di Gratitudine a Sé.

🦁 La savana 🦁è sì ordinata ogni cosa al suo posto e non uno di meno nessuno meno importante nell’ecosistema e di sterminate combinazioni postazioni luoghi e situazioni e vite e infiniti orizzonti e la savana è un luogo di libertà, da proteggere, per la libertà.

❌Il Circo ❌ lo odio, il circo è godimento di essere in Schiavitù issandosi e camminando su (e grazie a) tappeti di Schiavi.