Ante pesto, post arrosto, dolce farniente.

Affezionarsi a un personaggio due giorni dopo che rideva, una decina di sfottimenti vari di assestamento, un milione di megabyte persi nel web in carica di una cazzata di video per fermare il tempo di un giorno che non avresti mai voluto affrontare(così) in realtà sai esattamente perché l’hai voluto fermare, in tutta la sua inutilità, perché quel giorno che stavi malissimo e che non ti tornava nulla e che tutto si distorceva e tutto era un po’ stonato -niente a posto, io non a posto, io non allineata, io non rispettosa delle regole animistiche/logistiche e nemmeno cestinata senza passare dal via che ho infranto un mio schema ora sbatto il mondo fuori e mi perdo nei miei “tantovale” /tantovale fare schifo/tantovale non far più nulla/tantovalevaffanculoecciao/tantovalestaremale- succede che quel giorno di merda, con questa cazzata di essermene testimone, di guardarmi per distrazione come mi potevo girare i pollici mentre facevo zapping, alla fine l’ho affrontato lo stesso. Ci sono stata in mezzo, con fastidio, e ha avuto 24ore brutte ma non una di più, non 25. le solite. come gli altri. peggio degli altri. faticosamente. …perché non è forse ugualmente pesante fare fronte a me stessa quando sono felice? lo è. del resto siamo tutti nati sotto un’ineludibile forza di gravità che ci imprime costante anche quando lo stomaco è vuoto il cervello leggero, o quando gli angoli della bocca sono rivolti in alto.
Si.Può.Fare.

Affezionarsi. Dopo. Ché male o male ce la siamo cavata. Senza saperlo. Prima. Col senno di mai.

Gattopardiana

Non è che se fa male un maleboia, sei bravo per forza, come equazione matematica, certo che non esser bravi fa male e brucia, parecchio. E non è che se fai ridere sei un comico e metti allegria alla gente e ti devi rallegrare per questo, perchè semplicemente potresti essere e di sicuro sei un fenomeno da baraccone. Viceversa, se ti autocompiangi in continuazione probabilmente è perché nella tua situazione c’è da piangere davvero. Ho bisogno di tanti tantissimi camionate di biscotti per non mangiarne nemmeno uno.

Ricettazione

Mi è stato prescritto di scrivere il mio libro. E che è una fatica che non mi passa la Asl, stavolta, e sarebbe la prima volta, nel senso, che se ne lava le mani il palco nobile, e sta a dire anche che sono mediamente libera e che ho le mani slegate e che però nella merda ce le devo infilare io, con tutto quello che le mani possono, o devono, fare. E io che non tocco nemmeno il mio viso. Che non lo detergo e lo temo. Che al chiuso della mia stanza mi incappuccio, per evitare ogni riflesso o bagliore traslucido. Che ho i coltelli di plastica non per la lama, ma affinchè non possa specchiarmici. E insomma va bene. Trecento deglutizioni dopo che il cuore ha accettato arriveranno i comandi alle dita. Ma io nel frattempo devo proprioproprioproprio anche mangiare???? Diochepppppalle.